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la festa del 2 giugno spiegata ai nostri figli

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Oggi, 2 giugno niente scuola: si fa vacanza! Ma come mai? Perché si festeggia la nostra Repubblica! E quest'anno,m l'anniversario è anche più importante del solito, perché è il 70esimo anniversario della nascita dell'Italia repubblicana e democratica. Per capire perché il suo compleanno sia proprio il 2 giugno bisogna tornare indietro nel tempo: al 2 giugno 1946 , quando, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, i cittadini italiani votarono con un referendum per decidere quale forma di governo preferissero per il paese: monarchia o repubblica? Vinse la repubblica con 12.718.641 voti contro 10.718.502: dopo 85 anni di vita,  il Regno d'Italia si trasformò in una Repubblica , costruita dalla Resistenza   sulle macerie lasciate dalla II Guerra Mondiale e dal fascismo. Il 2 giugno rimase festa nazionale fino al 1977, poi la sua celebrazione fu spostata alla prima domenica di giugno. Soltanto nel 2001, l'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi...

vestigia

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(foto Pinuccia Caliandro) murorum ingentes reliquiae aliqui-bus in locis videntur, quas adhuc ne ip-sum quidem, quod omnia perdit tempus, nec coloni avidum genus ad omnia devastartela pervincere potuere…  (Galateo) Sembrano in prigione, ma almeno possono essere parzialmente ammirate queste vestigia del nostro antico passato. Sono un tratto di mura messapiche venute alla luce recentemente. Esse ci ricordano i nostri antenati Messapi. Talora identificati con gli Iapigi , i Messapi erano forse immigrati dall’Illiria agli inizi del 1° millennio a.C. La documentazione archeologica mostra l’esistenza, già alla fine del 9° sec. a.C., di rapporti con il mondo greco attestati dal rinvenimento di ceramiche mediogeometriche corinzie, cui si affiancano, nell’8° sec., importazioni attiche ed euboico-cicladiche; contemporaneamente si afferma la caratteristica ceramica locale, a decorazione geometrica dipinta. Rito funerario dominante è l’inumazione in posizione rannicchiata....

realtà e finzione o viceversa

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«La rosa e il leone» È il titolo del racconto scritto da Daniele Ughetto Piampaschet in cui il protagonista deluso dall’amante prostituta la uccide, l'autore è ora rinchiuso in una cella di isolamento del carcere torinese delle Vallette con l’accusa di aver progettato ed eseguito l'uccisione di una prostituta nigeriana. La giovane è stata colpita con una dozzina di coltellate e gettata nel Po. Il corpo di Anthonia Egbuna sparita il 28 novembre 2011 fu ritrovato nel febbraio successivo. Nell’abitazione della ragazza i carabinieri hanno trovato con i suoi documenti anche alcuni scritti di un corteggiatore italiano: lettere e racconti. In uno di questi Daniele Ughetto Piampaschet aveva previsto e descritto la morte violenta della ragazza per mano di un innamorato deluso. Il giovane ha abbozzato una difesa: «Sono un aspirante scrittore e la frequentavo come fonte di ispirazione letteraria. Che sia stata uccisa come nel mio racconto è solo coincidenza. Ho dedicato altri manoscritti...

arcobaleno

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Ultimamente mia figlia Giulia mi chiama affettusamente "fragolone". Non ho molto indagato sul significato che lei attribuisce a questo nomignolo, ha rincarato la dose regalandomi questa rappresentazione grafica che voglio condividere con voi amici lettori. Anche se intorno è tutto grigio ho sulla testa un ombrello che è praticamente un arcobaleno... a voi l'interpretazione.

un'opinione accorata

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L'Ufficio Stampa del gruppo Italia dei Valori del Senato ha pubblicato una nota del Senatore Elio Lannutti, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Finanze: “ La lettera scritta da Profumo ai dipendenti Unicredit, specie ai 4.700 esuberi, è patetica e comica ”. Questo il suo commento al messaggio di saluto dell'ex A.D. di Unicredit ai dipendenti della banca. “ E' patetica e comica - spiega- quando afferma che la banca 'continua a lavorare e a crescere sulla base dei nostri valori, primo tra tutti quello del lavoro, della sua autonomia e della sua dignità, perché il 'valore' principale per l'ex amministratore delegato, licenziato in tronco dai suoi ex compagni di merende, sono i 40 milioni di euro di buonuscita, oltre a stock option indefinite ”. Per Lannutti “ questa lettera rappresenta la prova provata che i banchieri come il signor Profumo, che oltre ad aver appioppato derivati avariati a piccole e medie imprese portate al fallimento...

acqua in bocca

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Dopo circa quindici anni di peregrinazioni su spiagge italiane e non, quest'anno abbiamo deciso di tornare su una spiaggia già frequentata di recente. La scelta è caduta su Grottammare, spiaggia segnalata con la bandiera blu 2010, che già due anni fa aveva soddisfatto in pieno le nostre esigenze familiari. La località è gradevole e ben attrezzata conserva notevoli vestigia di un passato storico non trascurabile. Agli inizi del Novecento sono stati costruiti a ridosso del litorale numerosi e graziosi villini liberty, in seguito Grottammare fu abbellita con lo splendido viale di palme e di oleandri che nella bella stagione offre un contrasto di colori che, dall'azzurro intenso e verde delle acque dell'Adriatico> continua > (cosa centrano Camilleri e Lucarelli con Grottammare?) acqua in bocca...

Il giardino delle meraviglie di Pietro Santo

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Ho apprezzato molto lo stile composito del racconto di Pietro il quale prendendo spunto da una ingiustizia reale, degli uomini, ripercorre una sua esposizione sentimentale, oserei dire passionale verso quell'ingiustizia. Un racconto in cui esperienze di vita vissuta e professionali, di storia e feconda fantasia, si intrecciano. Un intreccio da cui prende vita il bandolo di una matassa che, si dipana passando dal realistico al fantastico e viceversa, proponendo una soluzione impossibile, ma accettabile del problema di fondo: l'impossibile salvataggio di un angolo di Brindisi pieno di memoria. Un angolo, di natura superstite e di storia fatto luogo, finito in una speculazione edilizia. Una speculazione tanto brutale quanto ordinaria in un Paese che ha perso fondamentalmente un valore: l'interesse solidale. Siamo in mano a una classe dirigente egoista fino alla miopia, arrampicatori sociali "mordi e fuggi" privi del senso della bellezza. La bellezza del "giardin...

qualcosa di più d'un progetto.3

di Pietro Santo & Giacomo (segue il post precedente - cap. 3) Vicin'vicin', iun' stricav' i ll'ath tagghiav' i frusciddav. Memen, cunnassia Micchj s'n'addunav' d' li pinzier brutt ca li ste passav'n p'a cap', cu vangariedd li fescj na carezz' sobb'o musch tuttu sudat. Micchj a vuardò nu picc' i, stricann stricann, li dess nu muzzuchicchj sobb'a na recchj. Memen s' fesc nu picc'a cap'ind'a llu cuedd...e poj s'iddrizzò a ttott na vot ca sindì li piccinn ca shtè sciucav'n'addaffor: -"Hi vvinut' u zzi Mingucci...hi vvinut' u zzi Mingucci..." U zzij p'a cundandezz d'a fest' ca li fascev'n li niput li siticò a iun a iun i li pigghiò tutt'ambrazzj com'a na francat'. Memen i Micchj assern anziem sobb'a port. Minguccj parev na spich d' gran' cu li niput appinnut' da tutt' l' facciat': a cci tav'appinnut'an'gann...

qualcosa di più d'un progetto.2

di Pietro Santo & Giacomo (segue il post precedente - cap. 2) Li 'stè squav'n' li uecchj pi lu sudor i pi lu cath. S' muzzucò la lengh' i senz' cu lu sintev' nisciun' rispunni: "Ni vidim'........"Ci l'er 'ntis' u calandron' cu fazz'lett' russ an'gann' s'er'accuminzà a vuardà pur a murusciana sova stess'.....!! U' sapevn' tutt' ca er' megghije lassar'lu perd' cudu vashtas' du figghij du massar', pur' a mams u' javitav! Micchj er' saput' da nu vicin di luech ca Sanducc', accussì si chiamav' u' figghj du massar', n'er' cumbinat' juna gross' a sittiman' prim'. Li venn' da rid' quann' pinzò ca all' vot' u' dishtin' si scioch' ... proprie Sanducc' s'era chiamà nu disgraziat' accussì? U piatt' minzan' chjin' d' ricchjtedd'i'maccarrun' fruscidd...

qualcosa di più d'un progetto

Vasapiet' e mulun' a iacqu' Agitazioni temporanee (a quattro mani) Pietro Santo & Giacomo (lavori in corso) Cuddu giurn' si videv' l'arij ca stè cuscev' com'inda 'nnu furn. Tra n'arv' e nn'at'pi fà desci pass' alla scasat' si cuscevn li piet', tant'er fort' u sollion' da prima quiniscin' d' lugl'. Agni ttant' li manucchj di fafarazz' pigghiavn fuech assul' i l'aceddr sobb'all'arv' tratt'nevn' u fiat' pi mant'nì li forz'... sol' jint' a caseddh si putev' suppurtà u cadh, ma ci putev' shtà a fa niend quann' shtavn' quatta-cing vocc' da sfamà. Quann a famigghije i grann' pur' a fatije s'angrass'. Sin' , pi scascià a terr' du luech' alla part' si putev' aspittà li ggiurn' dopp' Sandrocch', ma... ...'ng' vulev'n anghor quaranda giurn' pill'Assunt'...! Mic...

27 gennaio 2010

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Spezzo un lancia a favore della scuola pubblica italiana, in questi mesi nella bufera riformatrice al ribasso; entrambi i miei figli mi fanno domande sul significato di questo "giorno della memoria", naturalmente hanno da me risposte che si uniscono a quelle che i loro insegnanti hanno fornito. E' importante che si riesca a trasmettere alle nuove generazioni le conoscenze che noi adulti abbiamo: che la memoria non si perda!

buon 2010 a tutti

Il mio amico Il mio amico cammina come se fosse ubriaco lui ha timore di camminare sugli scogli ha angoscia degli spazi angusti ha paura del silenzio, quel silenzio che fa rabbrividire il suo animo ingenuo e caldo; lui cade, ha la forza di rialzarsi ha il coraggio di mettersi in gioco ha il riverbero nel cuore, quel cuore che dà forza e vita all'oscurità di chi non sa volare nell'azzurro più sublime. Il mio amico è pieno di pregi, ma ha un caratterino dolce, irascibile, accattivante. irritabile, il mio amico ha qualità da vendere, è sensibile, audace, altruista, gioioso, affascinante nel vivere la vita, coglie l'attimo che il quotidiano gli dà! Il mio amico si fa amare e ama senza vergogna, è innamorato della luce, della forza, del coraggio, dell'audacia, della sensibilità, della dinamicità, del volo, è innamorato della " vita"! Il mio amico ha sofferto per amore, ha pianto, non se ne pente per l'amore dato e ricevuto, Amore vero! Il mio amico è forte com...

La regina del supermercato

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Ieri sono entrata in un grande supermercato sulla strada verso casa. Obiettivo: croccantini e cibo per gatti. Sono di fretta. Carrellino e avanti veloce . Oltrepasso con noncuranza il reparto libri quando mi viene in mente che a casa non mi è rimasto nulla da leggere. Ho finito le scorte. Bene, comprerò una qualche edizione economica. Faccio retromarcia con il cestino con le ruote, magnifica idea adottata di recente nei centri commerciali, puntando decisa verso lo scaffale libri. Scatta immediato l’effetto fotografia. Avete presente quelle foto, quelle dei fotografi seri che sanno ruotare lo zoom con maestria, creando quel bell’effetto per cui il soggetto al centro è nitido mentre tutto quello che c’è intorno è sfocato, dando una sensazione di movimento che dirige e concentra lo sguardo unicamente sul centro della foto? Ecco, quando sono davanti a uno scaffale di libri io divento il punto nitido al centro della foto, mentre tutto quello che ho intorno scompare nella nebbia. Scorro i ti...

nulla di nuovo

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...qualcuno mi ha segnalato un ritaglio dall’Espresso con la rubrica La bustina di Minerva, tenuta da Umberto Eco, che riporta questo passo di Alexis de Tocqueville, scritto qualche secolo fa: Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri... Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirs...