Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta film

Un po' di luce

Immagine
Omaggio alle voci, quelle dei nostri genitori e dei nostri nonni, che hanno cercato di trasmetterci le loro drammatiche esperienze del dopoguerra nel Mezzogiorno, ma che hanno trovato solo interlocutori sordi e distratti. Pietro Annicchiarico Il film documentario “Un po’ di luce” di Pietro Annicchiarico, prodotto dall’”I.I.S Don Milani- Pertini”, dall’Associazione “La Banna” e finanziato dall’Assessorato alla P.I. della Provincia di Taranto, ci porta a compiere un salto in un passato recente ma inimmaginabile oggi nel 2009. Gli anni tra il 1950 e il 1960 a Grottaglie in provincia di Taranto, sono stati tempi in cui non c’erano le fognature e niente era scontato, nemmeno che il pane fosse presente in ogni casa. Intanto il patriarcato conservava la sua tradizione millenaria e solo a partire dal1968 gli studenti, gli operai e le femministe, con una durissima lotta, riuscirono a spazzarlo via, mettendo in discussione finalmente l’autoritarismo. I padri, allora, imperavano con le maniere f...

I vicerè

Immagine
Ieri sera e domencica sera abbiamo potuto visionare su RaiUno le due puntate della fiction "I Vicerè", per la regia di Roberto Faenza, un film ispirato al romanzo di fine '800 di Federico De Roberto che ci ha descritto un mondo di fasto, di splendore, ma anche di prepotenza e di miseria. Attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo, l'ultimo erede degli Uzeda, si svelano i misteri, gli intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni. La storia di Consalvo è un percorso di formazione: dopo una sconcertante esperienza in un convento benedettino, si affaccia a una giovinezza scapestrata, da ribelle, simile nello spirito a quella di tanti giovani d'oggi. Presto, comprende di dover cambiare, di dover diventare uomo. Comincia a studiare, a viaggiare, a imparare. Contro il volere del padre, compie una scelta estrema. Il tragitto di Consalvo ha una forte attinenza con il nostro presente. Dal mondo che l...

vi consiglio un film

Immagine
Giù al nord (clik) L'ho visto domenica, mi è piaciuto molto (forse perchè anch'io sono un sudista trasferitosi al nord), certo che i doppiatori hanno avuto una bella inventiva per rendere "italiana" e comprensibile la pronuncia del nord che sembra un pò il nostro abruzzese (forse); credo di poter apparentare questo film alla nostra grande tradizione di commedia all'italiana, un pò di Sordi un pò di "amici miei"...

ritorno a Narnia

Immagine
Un vento tempestoso, nella metropolitana di Londra in guerra, riportò i fratelli Pevensie nell’agognata Narnia, ci mancavano da pochi mesi ma nel loro regno erano trascorsi 1.300 anni e loro erano, oramai, antichi sovrani nella millenaria storia di Narnia. Il ritorno a Narnia è arrivato con questo spettacolare incipit. Il film “Cronache di Narnia – Il principe Caspian” è nelle sale cinematografiche italiane, incredibile a dirsi, dalla vigilia di ferragosto. Una volta sarebbe stato un film di Natale, ma i centri commerciali e le major ci hanno cambiato anche queste abitudini. Si tratta del secondo film tratto dalle opere di Clive Staples Lewis cattolicissimo irlandese che scrisse, la saga de “Le cronache di Narnia”, negli anni cinquanta del secolo scorso, con passione e impegno cristiano. Egli piegò la fantasia allo stupore del reale ed utilizzò simboli per trasporre l’essenza della realtà e spiegarla ai piccoli ed avidi lettori del genere fantasy. Non occorre essere esegeti per compren...

Lo smemorato di Collegno e la sua storia non finiscono mai di intrigare gli italiani.

Immagine
I protagonisti del nuovo film su "Lo smemorato di Collegno", saranno Johnnes Brandrup e Gabriella Pession, si tratta di una miniserie (in 2 puntate) che la Casanova Entertainment realizzerà per Raifiction. Ancora un film quindi dopo "Uno scandalo per bene" di Pasquale Festa Campanile con Ben Gazzarra e Giuliana De Sio. Riassumo in breve il film sulla vicenda dello smemorato iniziata a Torino e proseguita in gran parte a Collegno a partire dal 1926. In uno smemorato ricoverato al manicomio di Collegno, la famiglia Canella crede di riconoscere un congiunto, ufficiale disperso in guerra. Soprattutto la moglie ne è convinta. Una denuncia insinua che il malato sia il pregiudicato Mario Bruneri. Scandalo. Dopo due lunghi processi la sentenza: è Bruneri, non il prof. Canella. Ma la moglie non lo lascia e si trasferisce con lui in Brasile. Elegante ma senza cuore. Qua e là, specialmente nelle scene erotiche, la mano è pesante. La ricostruzione è intelligente e abile, condo...