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realtà e finzione o viceversa

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«La rosa e il leone» È il titolo del racconto scritto da Daniele Ughetto Piampaschet in cui il protagonista deluso dall’amante prostituta la uccide, l'autore è ora rinchiuso in una cella di isolamento del carcere torinese delle Vallette con l’accusa di aver progettato ed eseguito l'uccisione di una prostituta nigeriana. La giovane è stata colpita con una dozzina di coltellate e gettata nel Po. Il corpo di Anthonia Egbuna sparita il 28 novembre 2011 fu ritrovato nel febbraio successivo. Nell’abitazione della ragazza i carabinieri hanno trovato con i suoi documenti anche alcuni scritti di un corteggiatore italiano: lettere e racconti. In uno di questi Daniele Ughetto Piampaschet aveva previsto e descritto la morte violenta della ragazza per mano di un innamorato deluso. Il giovane ha abbozzato una difesa: «Sono un aspirante scrittore e la frequentavo come fonte di ispirazione letteraria. Che sia stata uccisa come nel mio racconto è solo coincidenza. Ho dedicato altri manoscritti...

nè capello nè crine di cavallo

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...a proposito di crine... nel 1983, in Iran per lavoro , ebbi il privilegio di visitare fra tanto altro la Cattedrale Armena di Jolfa, città armena annessa alla meravigliosa Isfahan . Nel museo di questa cattedrale secentesca nel cuore della Persia, fra manoscritti ed antiche microscopiche miniature della Sacra Bibbia, era esposto teso fra due tiranti un capello sul quale con l'aiuto di una lente d'ingrandimento si potevano leggere versetti incisi della Sacra Bibbia!!! Semplicemente fantastico... un "file" concreto scritto in tempi in cui non si immaginava neanche quello che sarebbe potuto accadere nei secoli a venire... Ciao Pietro Santo La Cattedrale di Vank di Isfahan Stampa Invia il primo commento!

Marsala

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Terra di ciuri, di mari, di suli; si camini pi la via, viri a città mia: li chiesi, i fiureddi, a piazza loggia… ogni cosa ti pari beddra e ti fermi a taliari. Si poi vai pi la via du sali t’innamuri e ca a Marsala tu voi ristari. U iornu ti pari notti e a notti iornu, picchì nill’aria cavura c’è u profumu da zagara e u sapuri du vinu ti fa miacari, tantu, chi li stiddri ti fa cuntari. E mentri biatu ti ni stai, accuminci a pinsari: “ sta città mi piaci veru assai! “ (fonte)