domenica 22 gennaio 2012

nuovo contratto Italia


Ho ricevuto via mail e mi pare interessante rilanciare qui:

Cari amici di Milania,

in questo momento politico ed economico così decisivo per l’Italia, ci è parso utile sviluppare un forum propositivo sulla questione economica, partendo da nostri paper di discussione.
L’obiettivo di questo sforzo è costruire una community pensante che si confronti con l’agenda politica ed economica del Paese, senza restare schiacciata dal pensiero mainstream che vediamo quotidianamente riportato sui media. Terminata l’esperienza del governo Monti, infatti, il gioco politico ritornerà a prevalere e l’emersione di nuove chiavi di lettura sarà assolutamente essenziale.
Il nostro  lavoro (di cui di seguito potete vedere il sommario tematizzato) verrà pubblicato “a puntate”, un capitolo ogni venerdì,  a partire da oggi, 20 gennaio,  sul sito http://nuovocontrattoitalia.blogspot.com   e ovviamente sarà finalizzato a una discussione pubblica.

SOMMARIO E DATE DI PUBBLICAZIONE

PREAMBOLO (20.01.2011)
I - RETORICHE DELLA CRISI (27.01.2012)
II - LE STRADE CHE CI PORTANO NEL MONDO (3.02.2012)
III - LA CRISI DELLA STATUALITA’ E DELLA FINANZA PUBBLICA (10.02.2012)
IV - CAPIRE LA QUESTIONE FISCALE (17.02.2012)
V – UN BIG BANG PER L’INFERNO DELLE TASSE (24.02.2011)
VI - PRIVATIZZAZIONI: LA VIA DEL DEBT EQUITY SWAP (2.03.2012)
VII - SPESA PUBBLICA: RAGIONIAMO SULLE CONTROPARTITE (9.03.2012)
VIII - LA DURA LEGGE DEL SERVIZIO DEL DEBITO (16.03.2012)
IX - PENSIONI: TOCCARE NEL POSTO GIUSTO (23.03.2012)
X - LA BALDORIA DEI TRASFERIMENTI ALLE IMPRESE (30.03.2012)
XI - LO SVILUPPO: UN MILIONE DI LAVORATORI PER IL BENESSERE (6.04.2012)
XII - FACCIAMO UN PO’ DI CONTI (13.04.2012)
XIII - LA NEOSTATUALITA’: RIPARTIRE DALLE CITTA’ (20.04.2012)
XIV – L’IDENTITA’ CIVILE E LA SCUOLA INCIVILE (27.04.2012)
XV - CETO POLITICO: LASCIAR EMERGERE GLI INDIVIDUI (4.05.2012)
XVI - CONCLUSIONI: UNA RISCRITTURA CONDIVISA (11.05.2012)

lunedì 16 gennaio 2012

Italiani di Crimea

L’Associazione Regionale Pugliesi di Milano riprende ancora una volta l’iniziativa a favore degli Italiani, per lo più Pugliesi, di Crimea, a un anno circa da quella precedente organizzata a Milano, dal 3 al 5 dicembre 2010, “Lo sterminio degli Italiani di Crimea: una tragedia attuale” che prevedeva l’allestimento di una mostra fotografica sulla nascita, sviluppo e deportazione della nostra comunità, una cerimonia civile con apposizione di corona floreale al cippo eretto al Parco della Memoria per ricordare le vittime dei gulag e un convegno di studio e testimonianza allo Spazio Oberdan. Infatti con il patrocinio della Vice Presidenza e Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano promuove alla Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, il 21 gennaio 2012 alle ore 16,00 una cerimonia in memoria di questi nostri connazionali, dimenticati dalle Autorità sovietiche, ucraine e anche italiane, deportati il 29 gennaio 1942 nonché in solidarietà con i sopravvissuti e i discendenti, privati anche del riconoscimento dello status di deportati, al contrario di quanto ottenuto dalle altre popolazioni (la tedesca, la tatara, la greca, l’armena e la bulgara).

venerdì 16 dicembre 2011

ai posteri

Spesso mi tornano in mente le parole di un libro di Gesualdo Bufalino “Diceria dell’untore”. Sono trascorsi parecchi anni da quando l’ho letto ma un concetto mi è rimasto dentro. Bufalino scrive che il rapporto fra due persone resta vivo finchè i ricordi comuni sono conservati attivi dal superstite. Insomma una persona vive finchè vive il suo ricordo. Dato che il ricordo può essere tramandato si può sperare nell’eterno, tutto dipende dai posteri.
ulivi secolari

martedì 6 settembre 2011

6 settembre, sciopero generale

Per ora ho fatto lo sciopero della CGIL a cui da sempre appartengo; mi piacerebbe lo sciopero unitario, ma vedo che CISL e UIL tendono ad impugnare le leve del potere, spero si rendano conto che i loro iscritti partecipano agli scioperi della CGIL prima che cambino anche tessera. Costringiamo gli imprenditori ad intraprendere abbandonando i giochi alla roulette della borsa, smascheriamo le agenzie di rating che difendono gli interessi dei ciccioni succubi del fast food.

martedì 26 luglio 2011

punti di vista

« Sempre più invaso dalla segnaletica stradale, lo spazio urbano deve farsi reversibile, aggiungere significati a quelli originari, orientare altri e nuovi gradi di lettura. »
Clet Abraham

Clet_evidenza

martedì 5 luglio 2011

notte della rete

Un giorno, dopo l'altro ci avvelenano i pozzi, ma noi continuiamo a cercare l'acqua pura e l'antitodo.

Good night web?

domenica 13 febbraio 2011

se non ora, quando?

(...) in bocca a Edek la parola "ebreo" non aveva veleno. Perché? Perché ognuno è l'ebreo di qualcuno, perché i polacchi sono gli ebrei dei tedeschi e dei russi. Perché Edek è un uomo mite che ha imparato a combattere; ha scelto come me ed è mio fratello, anche se lui è polacco e ha studiato, e io sono un russo di villaggio e un orologiaio ebreo. Mendel non rispose alla domanda di Edek, e Edek continuo: - Dovresti. Dovrei anch'io, e non sono più capace. Non credo che serva, né a me né ad altri. Forse tu vivrai ed io morrò, e allora racconta quello che hai visto sui monti della Santa Croce. Cerca di capire, racconta e cerca di far capire. (...)

primo levi se non ora quando?

domenica 6 febbraio 2011

mi piacciono Cirri e Solibello


M’ILLUMINO DI MENO 2011

Uniti nell’energia pulita


.


Il 18 febbraio 2011 torna M’illumino di meno, la più radiofonica campagna sul risparmio energetico mai escogitata sul globo terracqueo.


La Giornata del Risparmio Energetico 2011, special edition per i 150 anni dall’unità d’Italia, è fissata per il 18 febbraio 2011. Anche quest’anno Caterpillar invita comuni, associazioni, scuole, aziende e case di tutt’Italia ad aderire all’iniziativa creando quel “silenzio energetico” che ha coinvolto le piazze di tutt’Europa negli anni scorsi, per fare spazio, dove possibile, ad un’accensione virtuosa, a base di fonti rinnovabili.

Per il 18 febbraio cerchiamo, contestualmente agli spegnimenti simbolici, accensioni originali di luci pulite a tema tricolore. Turbine, lanterne, Led o biciclette, che alimentino tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Impariamo a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia pulita per tutti. Leggi tutto --->clik


ll 18 febbraio 2011 Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dalle 17 alle 19,30, dal Castello di Rivoli a due passi da Collegno.

In quest’occasione il Castello ospiterà una speciale installazione a tema per festeggiare M’illumino di meno. La puntata speciale, in diretta dall’interno del Castello, racconterà con collegamenti telefonici le più prestigiose adesioni a M’illumino di meno 2011, alla presenza di 150 sindaci che s’impegneranno ad amministrare città e paesi d’appartenenza con oculatezza e nel segno della sostenibilità ambientale.

L’idea è quella di sottoscrivere una sorta di “giuramento” per ridurre i consumi e sostenere con ogni mezzo le energie alternative, Cirri e Solibello ci aspettiano a Rivoli insieme ai Sindaci aderenti tutti con fascia tricolore per l’occasione! Spesso Caterpillar di Radio2 mi fa compagnia quando la sera torno a casa dal lavoro, una trasmissione che coniuga l'intelligenza con il divertimento.

domenica 30 gennaio 2011

panacee

Domenica senza auto




Domenica a piedi anche nei comuni della cintura ovest e sud ovest di Torino ad eccezione di Orbassano dove la giunta di centrodestra non ha aderito. Ogni comune partecipa con un proprio orario: per questo occorre consultare i siti internet di ciascuna amministrazione. Il provvedimento è stato decisio al tavolo sulla qualità dell'aria coordinato dalla Provincia dopo l'aumento dell'inquinamento registrato negli ultimi giorni a causa dell'alta pressione. Bene usiamo a nostro modo questa domenica senza auto, divertiamoci in modo inusuale, ma non illudiamoci di diminuire l'inquinamento; se non ci convinciamo che occorre cambiare il propellente, fare investimenti per cambiare i motori, tutto rimarrà immutato. Se Marchionne investisse i soldi promessi in tutto questo, sarebbe da fare santo subito, magari... il primo maggio! Ha pure nevicato, tiriamo palle... di neve.

Su Luna Nuova di venerdì 28 gennaio

domenica 9 gennaio 2011

Grande Pietro!

Questo commento merita un post!

Posso assicurare che i fatti e le persone collocate nel diciassettesimo secolo sono tutte reali e storiche. Dai documenti storici, di cui ricercatori più attenti di me hanno ripetutamente ignorato le informazioni più "delicate", risulta che Cilla di Boscoreale ha avuto con gli uomini della casa ducale una cospicua "familiarità", attribuendo al nostro duca la paternità della piccola Anna... ecc. ecc. ecc...
Ripeto che la parte del racconto relativa al secolo del duca è supportabile da documenti storici e, quindi, reale e incontestabile, a meno che qualcuno non li vada a rubare o a distruggere.
Relativamente al racconto per ragazzi... ieri ho avuto l'avventura di scoprire in un casolare di campagna, dissimulata dietro ad un vecchio armadietto a muro, una scala segreta tra piano terra e primo piano: quando la realtà supera la più fervida fantasia!!! Se volete ve lo faccio raccontare da un comune amico, che sarà felice di confermare.
Si tratta di un passaggio nascosto come quello che ha portato i nostri ragazzi nel trappeto ipogeo...
A seguire...
Pietro Palmisano

leggi:
cilla di bosco e giustina la maltese

mercoledì 29 dicembre 2010

una lettura per il nuovo anno

Molti di voi già conoscono gli scritti di Pietro Palmisano che da anni ci regala la sua passione di cegliese nel mondo e da oggi, a festeggiare in anticipo l'inizio del nuovo anno, vicino a "Il giardino delle meraviglie" ecco che possiamo godere gratuitamente della lettura del suo precedente "Il segreto della mappa". Lascio a Isidoro Conte la presentazione di questo appassionante racconto: "Chi non è critico letterario di professione ha l’opportunità, e la fortuna, di poter esprimere, del racconto di un giovane autore, unicamente sensazioni, emozioni in libertà, non offuscate da preoccupazioni rivenienti da una fama pregressa che potrebbe, consapevolmente o inconsapevolmente, condizionare.
“Il segreto della mappa” è l’ultima fatica letteraria di Pietro Palmisano, scorrevole, lieve nella trama e nella lettura, che segue a poca distanza di tempo “Eclissi” di recente pubblicazione.
Un motivo accomuna i due racconti, un motivo non espresso ma che traspare con estrema chiarezza per chi legge con gli occhi della mente: l’affetto, l’amore sconfinato, il legame mai dismesso dell’autore con la terra delle sue origini, il cordone ombelicale mai reciso con i beni architettonici e paesaggistici del paese natio, emergenti e del sottosuolo, descritti con una minuziosità scientifica di cui può essere capace solo chi si è “immerso” in essi sin dalla più tenera infanzia. Ma non è tutto: spesso la precisione scientifica lascia spazio ad una fervida fantasia che non si sovrappone alla prima, ma con essa procede in una simbiosi così perfetta, piacevole e condivisibile per cui il lettore si chiede spesso, risolvendo il problema ciascuno in ragione della sua sensibilità, dove finisca la realtà ed intervenga la fantasia."

Non può mancare un assaggio per i pigri:

"(...) all’origine, si cominciò a costruire sopra le cavità preesistenti, adeguandole alle esigenze del momento. Anche per costruire questo trappeto si partì da una ampia e profonda caverna posta sul fianco di una delle tante collinette che erano intorno al Borgo antico di Ceglie. Per la sua posizione questa grotta offriva soluzione a tutti i problemi pratici legati alla produzione ed alla successiva conservazione del prezioso liquido. Si potevano creare più livelli di accesso funzionali al ciclo di lavorazione del trappeto. Questi in ordine d’importanza sono: il primo, il più alto, per l’approvvigionamento della materia prima, le olive, che si potevano versare direttamente dai carri nelle tramogge e quindi nella vasca del frantoio con le due possenti macine, il secondo, il più basso, per consentire all’interno dell’impianto il carico del prodotto sui carri e la successiva uscita di questi in maniera agevole, il terzo accesso, posto a livello mediano, permetteva alle persone l’ingresso attraverso un lungo e comodo scalone. Sopra al trappeto era stato costruito, per farvi abitare i proprietari, il grande palazzo con gli ariosi appartamenti distribuiti sui tre piani, che erano stati dotati di ogni comodità e per i quali non si era fatto risparmio di buoni materiali. Intorno alla grande costruzione, che è lunga una cinquantina di passi e larga circa trenta, i due lati maggiori affacciano su due strade in forte discesa. Da una si accede all’ipogeo facendo un largo scalone, dall’altra si entra al piano terra del palazzo. Sui due lati minori, dalla parte più bassa si accede con i carri nell’ingresso della grotta, mentre dall’altro lato, più in alto, una grande scalinata unisce le due strade che corrono in discesa lungo i lati maggiori. Ancora oggi queste stradine sono raccordate fra loro (..)"

Se non sei pigro clicca sulla foto qua sotto per leggere l'intero racconto di Pietro Palmisano.

grotte Montevicoli  foto speleocem
Montevicoli: le grotte di Ceglie Messapica (foto speleocem)

martedì 28 dicembre 2010

U pacce de case

U pacce de caseMentre scrivo questo post lo spettacolo è in corso, sarà certamente un successo. Ringrazio Mimmo Barletta per la bella grafica che ricorda in poche immagini la nostra storia. Mi è piaciuto il commento di chi ha ricordato: "Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C’è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo." Una frase di David Lynch che ci ricorda la magia del Teatro. A Pietro Gatti il compito di ricordarci la magia della poesia:

A terra meje










A terra meje

... A terra meje,

asccuate cu rragge do sole,

cu ll'arsure andiche, ca manghe u sudore

de megghjare i mmegghjare de zappature

maje ì rriussciute cu stute.

Angore 'ngun'ate jesse a demèneche a mmesse,

cu ttotte a spadde angurcate a 'n derre,

rumase pe ssembe a lla tagghjole de na fatie

senze nessciuna rèchje,

cu a catene accurtessciute a lla pesare d'a chiofe amare.



A terra meje,

totte nu culore de sanghe seccate da sembe,

chjene de petre de tuttu nu munnu sgarrate

- o pure jòssere de quanda muerte? -

anzieme cu a maledezzione

d'a stese de le pendemare;

sembe a lla ripe d'a vite,

vvruvuggnose come a nnu peccinne

cu a vestezzodda corte d'a sorsa ggià mmorte;

a ll'abbanduene de tutte;

lassate p'a speranze de nu cre sarà cchjù mmegghje...



..A terra mea bbone, ca spette - da quande!-

cu a pacienze d'a fame

assettute sobbe o scalone, senze na mane d'aiute,

cu nna pavure de fame

ca le dìchene angore: "jagghje pasce!"

ca se pò mmove, nu ggiurne arraggiate,

jsanne u bbastone a ll'affese, a lle 'nzurte.

...A terra meje, toste i sdeggnose sole de cuere,

ggelose de chjange,

de le smòrfie de rise ind'a fatture d'u miere

sarà pe nna ssende i nna vvete,

sembe cchjù stangate, cchjù ssole, cchjù afflitte

- percé ? -



... A terra mea vere, a terra jaspra meje,

c'avaste picca rùzzene d'a zappe

cu ttorne n'ata sarvagge

cu lle vasapiete i lle sccrasce;

a terra c'u coru mije agghjuse,

udiate cu ttuttu u bbene de totta l'aneme,

u sangu mije ambunne.

Ca riumésce amarore de fele,

ca nange jave forze manghe jasce cu ccange,

angandate jind'a morte de ggne ggiurne

come a nna véstia malate sobbe o stagghje

totta lassate a lla tambe i o sulenzie d'u scure.



La terra mia

... La terra mia,

bruciata con rabbia dal sole,

con l'arsura antica, che nemmeno il sudore

di migliaia e migliaia di zappatori

mai è riuscito a spegnere.

Ancora qualcun altro esce la domenica per messa,

col dorso incurvato tutto verso terra,

rimasto per sempre alla trappola di una fatica

senza nessuna requie,

con la catena accorciata alla pietra della zolla amara.



La terra mia,

tutta un colore del sangue rappreso da sempre,

piena di pietre di tutto un mondo crollato

- oppure ossa di quanto morti? -

insieme con la maledizione

della distesa delle rocce;

sempre sul ciglio della vita,

vergognosa come un fanciullo

con la vesticciola della sorella già morta;

nell'abbandono di tutti;

lasciata per la speranza di un domani forse migliore...



... La terra mia buona, che aspetta - da quanto!-

con la pazienza della fame

seduta sul gradino, senza una mano d'aiuto,

con una paura di fame

che le dicano ancora: "abbi pace!"

che si può muovere, un giorno arrabbiato,

levando il bastone all'offesa, agli scherni.

... La terra mia, dura e sgradevole solo nella spessa pelle,

schiva di piangere,

delle smorfie di riso nella fattura del vino

forse per non sentire e non vedere,

sempre più stanca, più sola, più attristata,

- perché ? -



... La terra mia vera, la terra aspra mia,

che basta poca ruggine della zappa

perché torni un'altra volta selvatica

con i baciapiedi e i rovi;

la terra col cuore mio rinchiuso,

odiata con tutto l'amore di tutta l'anima,

il sangue mio profondo.

Che rumina amarezza di fiele,

che non ha forza neppure di mutar giagitura,

attonita nella morte di ogni giorno

come una bestia malata sullo stabbio

prostrata nel tanfo e nel silenzio del buio.

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale!

Con gli Spiriti non ebbe più da fare; ma se ne rifece con gli uomini. E di lui fu sempre detto che non c’era uomo al mondo che sapesse così bene festeggiare il Natale. Così lo stesso si dica di noi, di tutti noi e di ciascuno! E così, come Tiny Tim diceva: “Dio ci protegga tutti e ci benedica”. Charles DickensCantico di Natale

sabato 18 dicembre 2010

Eclissi per Natale












"Queste ECLISSI devono avere qualcosa di magico e di fatato. Ogni volta che rileggo questo mio scritto, mi commuovo fino alle lacrime. Mi sdoppio dall'autore e mi ritrovo nei vari protagonisti della storia. Non vi so dire se c'entra la taranta o se sono le erbe di San Giovanni. Di certo so che il tecnico grafico e tutti i responsabili della tipografia dove ho stampato il libro vogliono visitare i luoghi del libro, a Ceglie, e mi assillano per programmare una gita nella nostra città.

Pietro"

Così Pietro Palmisano ha presentato il suo lavoro. Ho letto ECLISSI e la sua ampia introduzione il cui incipit mi vede immeritato protagonista insieme agli altri amici, di generazione, della blogosfera cegliese. Sono orgoglioso, non lo nascondo, di essere stato considerato, unitamente ad altri stuzzicatore di curiosità e molla d'energia.

E' con piacere che vedo venire alla luce frutti come questo che potrebbero essere considerati effetto collaterale della blogosfera cegliese.

Ho letto il libro con curiosità ed emozione cegliese condividendo con l’autore quel senso di estraniamento che mi ha preso a volte percorrendo le strade di Ceglie nei miei ritorni brevi nella terra natia: Anche io, trovandomi a passare per quelle strade, come fossi un forestiero, mi sono sentito costretto a guardare come accade quando incontri una bellissima persona. Tu rimani fisso e perso in quello sguardo e non sai, anzi ti chiedi se non sei importuno.

Nella Ceglie Messapica del 1963 Pietro, giovane frequentatore dell'archivio della chiesa matrice, s'imbatte fortuitamente nella misteriosa scomparsa dei corpi di due giovani della cripta sottostante la cattedrale. Appena giù, Rocco mi guidò attraverso una porta nel locale posto sotto l'altare maggiore.
Una volta illuminato per bene, il locale si rivelò la copia perfetta del soprastante presbiterio, con abside ed il coro dietro l'altare maggiore.
Sulle pareti di nuda pietra mi pare di ricordare dodici nicchie entro cui, in piedi e con le mani conserte sul petto, erano i corpi mummificati di dodici canonici con saio e cappuccio. Un tredicesimo corpo sembrava seduto e con il tronco superiore appoggiato sull'altare centrale del locale…
Rocco indica a Pietro due casse simili alle altre nelle quali, al posto dei resti mortali dei defunti, si trovano pietre e pezzi di legno; Pietro scoprirà che le spoglie scomparse appartengono a due giovani innamorati vissuti nel XVII secolo, Nureddin Giamal detto Damiano e la bella Sara. Molto prima che il Sommo Giudice si disponesse a giudicare dal Suo Trono, per un miserabile incidente, s’erano scoperte le tombe, portando alla luce le testimonianze di un terribile crimine le cui vittime erano state sottratte, per cautela, anche alla storia oltre che alla suprema empietà degli uomini. Inizia, da quel fortuito ritrovamento, un ampio suggestivo avvicendarsi di flashback che ci riporterà nella Ceglie del Seicento con le sue tradizioni, il suo popolo e le sue antiche strade.
Questo viaggio nel passato condurrà, infatti, il lettore attraverso case e strade di tutti i giorni con vicoli, vicoletti, ... piazze e relativi palazzi nobiliari, tra segreti nascosti sotto centinaia e centinaia di sottili veli di calce, ricompensandolo della sua partecipazione alle sofferenze dei personaggi senza mancare, alla fine, di far affiorare sulle labbra un sorriso di speranza. Sarà Jacopo Moro o Jacobus Niger che dir si voglia che, avendola imparata dal padre Tommaso, tramanderà l’arte dello speziale; conoscitore di tutte le erbe e gli aromi della terra rossa che, cercando e trovando riparo in Calabria, denuncerà i danni arrecati a Sara e Damiano dagli accoliti succubi del bieco castellano che incapace d’amore ha piegato i sentimenti alle logiche dinastiche e feudali.
Buona lettura!
Giacomo Nigro - Lo Smemorato
Dal blog cegliemessapica.splinder.com (tratto da www.Brundisium.net)


Caro Smemorato

ti informo che per promuovere i miei scritti sto esaminando tutti i bandi di concorsi letterari che mi capita di trovare in rete. Naturalmente cerco di scegliere quelli che fanno al caso mio.

Chi volesse collaborare alla promozione delle "nostre" opere può segnalarmi concorsi che non si trovano in rete. Se qualcuno ha conoscenza personale, nel senso che conosce personalmente l'onestà degli organizzatori, mi può segnalare anche quelli che chiedono un contibuto economico per la partecipazione. Quelli veramente importanti non chiedono soldi.

Sono disposto ad inviare gratuitamente qualche copia di Eclissi a quelle biblioteche pubbliche che me ne faranno richiesta.

Grazie

Pietro Palmisano

P. S. - Mi preme tanto la diffusione del nostro libro, perchè lo vedo come un mezzo per la promozione della nostra Ceglie, considerato che i lettori non cegliesi mi chiedono di poter conoscere i luoghi del romanzo!


Mentre Natale si avvicina, anche se sono contrario all'usanza del regalo di Natale, ho voluto riproporre all'attenzione dei cegliesi nel mondo e di tutti i cegliesi quest'opera di Pietro Palmisano che merita di essere conosciuta da tutti noi, quindi quale migliore occasione per chi non l'ha ancora fatto per contattare direttamente l'autore e richiedere Eclissi? (clicca)

Ricordo infine a tutti voi che dello stesso autore è disponibile (a gratis) qui sul blog l'opera "Il giardino delle meraviglie" cliccando qui. Intanto leggetene un assaggio:

"I Re Magi

Dopo qualche tempo siamo tornate giù per cercare di capire quale mistero si poteva celare sotto la nostra casa. Rimosso di nuovo il pesante oggetto, abbiamo aperto il pannello che aveva celato per lungo tempo un passaggio buio e stretto oltre il quale c’era una cappella di forma regolare grande quanto due cubi di sei metri circa di lato (sono due pertiche), adagiati uno appresso all'altro. Sulle pareti, con nostra somma sorpresa, c'era qualcosa di cui mai prima avevamo sentito parlare. Non c'erano, come negli altri ipogei disseminati nel Salento, solo le immagini del Cristo e della Vergine, ma per la prima volta avevamo testimonianza di un culto antichissimo anche nella nostra terra. All'immagine di un Cristo bambino seguiva quella di Maria e quindi un Angelo che li indicava, seguito sulle pareti dalle immagini per noi inedite dei santi Magi: Gaspar, Melchior e Baltazar. I loro nomi erano leggibili perché scritti sia in latino sia con caratteri di una lingua orientale, forse arabo. Una tale scoperta non era cosa da poco per tutti i problemi che poteva portare. Il vecchio proprietario lo sapeva? Per quale ragione non ce ne aveva parlato? E noi cosa avremmo fatto: doveva rimanere segreta la presenza dell'antico culto dei Santi Magi nella nostra terra?
"




lunedì 6 dicembre 2010

nè capello nè crine di cavallo

...a proposito di crine...

nel 1983, in Iran per lavoro, ebbi il privilegio di visitare fra tanto altro la Cattedrale Armena di Jolfa, città armena annessa alla meravigliosa Isfahan. Nel museo di questa cattedrale secentesca nel cuore della Persia, fra manoscritti ed antiche microscopiche miniature della Sacra Bibbia, era esposto teso fra due tiranti un capello sul quale con l'aiuto di una lente d'ingrandimento si potevano leggere versetti incisi della Sacra Bibbia!!!
Semplicemente fantastico... un "file" concreto scritto in tempi in cui non si immaginava neanche quello che sarebbe potuto accadere nei secoli a venire...
Ciao
Pietro Santo

La Cattedrale di Vank di Isfahan

La Cattedrale di Vank di Isfahan

sabato 27 novembre 2010

il biscotto cegliese

Ceglie M.ca, 26/11/2010

La Giunta Provinciale per la valorizzazione del Biscotto di Ceglie

La Giunta provinciale ha deliberato – su proposta dell’assessore Pietro Mita – l’erogazione di un contributo in favore del “Consorzio per la valorizzazione e la tutela del biscotto di Ceglie Messapica (BR) a DOP – Pisquette”.
Mita ha affermato l’importanza di questo intervento economico, finalizzato a sostenere le attività del Consorzio, in particolare, della possibilità di partecipare a fiere ed eventi di rilievo internazionale, contribuendo in tal modo a promuovere il marchio “Filia Solis".
“Il Consorzio - ha dichiarato Mita - riveste un’importanza fondamentale sia dal punto di vista storico-locale che economico-commerciale; il biscotto di Ceglie Messapica, detto pisquette, dopo un lungo e articolato percorso ha finalmente ottenuto il riconoscimento di “Presidio” da parte di Slow Food. Il Progetto si è concretizzato grazie al prezioso contributo offerto dai referenti di Slow Food, da diversi produttori e trasformatori, e dai soci fondatori del Consorzio per la valorizzazione e la tutela del Biscotto di Ceglie Messapica (BR) a DOP”.
Il percorso finora attuato dai produttori e trasformatori aderenti al Progetto è stato importante in quanto ha permesso la crescita ed il consolidamento di una piccola ma significativa comunità che intende responsabilmente dedicare risorse ed energie alla salvaguardia del territorio ed al rilancio dell’economia locale attraverso un modello di sviluppo sostenibile che valorizzi le proprie risorse (mandorle, marmellate, uova, miele, forni, ecc.).
“Progetti come questo – ha concluso Mita – servono a incentivare quell’importante processo di promozione e sviluppo del territorio che si arricchisce dall’incontro tra l’iniziativa privata e l’azione pubblica. La valorizzazione di prodotti enogastronomici di qualità, come il Biscotto di Ceglie e delle altre risorse presenti nella nostra provincia, risulta essere un grande esempio da ampliare per mettere in piedi un nuovo modello di sviluppo che favorisca una ricaduta occupazionale e una ripresa delle attività agricole del territorio”.

COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI BRINDISI

biscotto cegliese: alla ricerca della ricetta

domenica 7 novembre 2010

la CGIL di Susanna Camusso
















Ora anche le donne ricoprono ruoli importanti

Susanna Camusso al vertice del principale sindacato dei lavoratori

"... non siamo il signor no, perché sempre una nostra proposta deve mostrare l'altra strada, l'altra possibilità, quella che ha al centro il lavoro, quello che c'è, quello che va difeso, quello che non c'è e va creato

Di Giacomo Nigro


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sabato 30 ottobre 2010

impotenza

Impotente è chi per motivi esogeni non può intervenire su una situazione? Allora, caro alter ego hai ragione! Credo però che quando il popolo si accorge di essere impotente regisce spaccando tutto, non mi pare che (grazie a Dio) si sia giunti a questa “frutta”… ci sono margini per intervenire prima che sia troppo tardi, intanto non diamo troppa importanza all’ultima “trovata” mediatica del bunga bunga, basta andare dietro a queste stronzate se vogliamo che la smetta occorre IGNORARLO!!!

sabato 23 ottobre 2010

basta mafie!

Non se ne può più di un Paese in mano alla Camorra a Cosa Nostra alla 'ndrangheta alla sacracoronaunita, basta al governocolluso!

martedì 12 ottobre 2010

arcobaleno

Ultimamente mia figlia Giulia mi chiama affettusamente "fragolone". Non ho molto indagato sul significato che lei attribuisce a questo nomignolo, ha rincarato la dose regalandomi questa rappresentazione grafica che voglio condividere con voi amici lettori. Anche se intorno è tutto grigio ho sulla testa un ombrello che è praticamente un arcobaleno... a voi l'interpretazione.