mercoledì 20 agosto 2008

Sicilia Italia

La mafia e la politica, l'una fusa nell'altra, hanno divorato tutto, in Sicilia. Se vuoi aprire un negozio devi pagare il pizzo a loro, se vuoi aprire un'impresa devi assumere chi ti dicono loro, se sei libero professionista devi lavorare con chi ti dicono loro. Non ti rimane che andare a lavorare nella pubblica amministrazione, chiedendo a loro, e in cambio devi dare il voto, a loro. Loro sono l'oro di Sicilia, tutto ciò che regola le regole. Regole che opprimono le libertà individuali e le libertà collettive. Un popolo schiavo che è costretto a pietire i propri diritti e che offre in cambio il proprio voto o il proprio silenzio. Eppure tutti parlano, e tanto, in Sicilia. Lunghi e barocchi discorsi tra sconosciuti raccolti in strada, al bar o camminando. Tutti parlano. Poi, quando sarebbe ora, tacciono. Più o meno come in Italia dove le parole hanno preso il posto dei fatti, annunci e contrordini sono all'ordine del giorno, noi pure, parliamo e scriviamo liberamente tutto e il contrario di tutto, ma a che serve?

nda: ringrazio l'amico Sante Altizio per avermi ampiamente ispirato con una sua nota su un suo recente viaggio in Sicilia Italia.

martedì 19 agosto 2008

Cosimo Bellanova

Cosimo Bellanova ha esposto qualche giorno fa in via Muri a Ceglie Messapica. L'immagine non rende bene la sensazione di annullamento che si è provata entrando nell'area espositiva. Guardando bene la foto si noterà che essa non rappresenta solo il quadro, ma abbraccia tutto l'ambiente espositivo: pavimento, cavo elettrico ecc., si può quindi parlare di installazione. L'opera è, nel suo complesso impressionante, voglio proporla anche qui. Grazie a Domenico Biondi per la pubblicazione on line.

venerdì 15 agosto 2008

Famiglia Cristiana ha ragione?

Leggete su Fatti & Opinioni e commentate sul Blog
PRIMA PAGINA


Nella calura ferragostana Famiglia Cristiana rompe il silenzio
L’editoriale di don Antonio Sciortino fa un quadro della situazione politica italiana che è condiviso da molti. Questo al potere dà fastidio. La mancanza di una vera opposizione consistente numericamente è sicuramente molto preoccupante
di Giacomo Nigro............

Commenti

mi pare che il persino il Vaticano ha preso le distanze da Sciortino e, mi pare anche, che vedere fascisti ovunque sia indice di pochezza intellettuale, un saluto

Scritto da : ®ponyboy | 15/08/2008

Non mi risulta che il Vaticano si sia espesso sui contentuti dell'articolo, ma solo sul ruolo di Famiglia Cristiana nella comunicazione della Chiesa Cattolica. Non rilevare il rischio di "fascismo" nella situazione attuale è solo non conoscere la storia d'Italia.

Scritto da : gianni_g | 15/08/2008

dice il portavoce che il settimanale paolino non è la voce del vaticano, non sono le sue esatte parole magari ma il senso è questo, quanto al vedere fascisti beh, conoscendo un po la storia dell'Italia mi viene da dire che l'unico pericolo che corriamo è quello di non incontrare una forma di fascismo dimmi un pò dove sono sti fascisti? ecchècavolo,

Scritto da : ®ponyboy | 15/08/2008

Copio e incollo le tue parole: “il settimanale paolino non è la voce del vaticano” ma allora cosa ha detto? Che non è la voce ufficiale del Vaticano! Se voleva prendere le distanze dai contenuti avrebbe detto chiaro che quanto scritto non è condiviso. Per il resto non commento perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere: i fascisti non sono necessariamente in camicia nera e col Fez, ma è un modo di gestire il potere.

Scritto da : gianni_g | 15/08/2008

Sicuramente posso accettare critiche al contenuto dell'articolo, ma non mi pare che "pochezza intellettuale" sia una critica accettabile. Ho espresso la mia opinione personale mettendoci la faccia, mentre nel commento #1 non leggo opinioni personali, il fatto che il Vaticano prenda eventualmente le distanze sarà per me una conferma di quanto l'articolo dica il vero, in ogni caso sappiamo tutti da che parte sta sua Santità e sopratutto la Curia al governo, credo che Famiglia Cristiana ne abbia abbastanza dell'attuale situazione politica vaticana, anche così si esprime dissenso.
Giacomo Nigro

Scritto da : Giacomo | 15/08/2008

giovedì 14 agosto 2008

Famiglia Cristiana all'attacco

CONSIDERANDO I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SULLA SICUREZZA, FAMIGLIA CRISTIANA TEME LA RINASCITA DEL FASCISMO IN ITALIA.

E' oramai polemica aperta tra il governo e Famiglia Cristiana, dopo il nuovo attacco di oggi del settimanale sugli ipotetici rischi di un ritorno al fascismo. Nel respingere le accuse di ''cattocomunismo'' lanciate da esponenti del centrodestra, Famiglia Cristiana cita un rapporto dell'organizzazione Esprit augurandosi che ''non sia vero il sospetto'' che in Italia stia rinascendo il fascismo ''sotto altre forme''. In un editoriale firmato da Beppe del Colle, il settimanale cattolico torna a criticare aspramente le misure varate dal governo italiano in tema di sicurezza, soprattutto ''la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom'' e ricorda come in Europa sia tornata alla mente, ''come un simbolo'', la foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle SS. ''Ora basta'', si legge nell'editoriale sul numero in edicola di questa settimana che replica soprattutto al sottosegretario alla Famiglia. Giovanardi, scrive Famiglia Cristiana, ''non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale. Nessuna autorita' religiosa - puntualizza il settimanale - ci ha rimproverato nulla del genere. Siamo stati, siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi 'eticamente irrinunciabili': divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia; abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd. E ora basta''. ''Non siamo mai cambiati - aggiunge del Colle - nel modo di affrontare le realta' del mondo con spirito di cristiani. Eppure, di tanto in tanto arrivano lettere: siete cattocomunisti. Perche'? Perche' critichiamo l'attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo''. La replica di Giovanardi non si è fatta attendere. 'Di fascista ci sono solo i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle', controbatte il sottosegretario con delega per la Famiglia. ''Per fortuna - aggiunge Giovanardi - gli argomenti usati e le immagini evocate si squalificano da sole, mentre rimane il rammarico che un settimanale che entra in tutte le Parrocchie italiane tenti di coinvolgere una parte del mondo cattolico in una campagna connotata da pregiudizi e livore ideologico senza precedenti''. Intanto, per il direttore del settimanale, don Antonio Sciortino, arriva la querela del capogruppo Pdl al Senato Gasparri per le dichiarazioni in una intervista a La Stampa.[cfr] 'Non sono gli editoriali a cambiare la realta'', interviene il presidente dei deputati leghisti, Roberto Cota, sottolineando che 'il mondo cattolico condivide le misure sulla sicurezza adottate dal governo e approvate dal Parlamento'. A difesa del settimanale scende in campo il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. 'Famiglia Cristiana e' un giornale libero. Quando governava il centrosinistra -ricorda Giulietti-, sempre sui temi della poverta', rivolse dure critiche alla maggioranza di allora. E l'opposizione le saluto' con cori da stadio'. L'Udc invita a evitare estremismi: 'Le critiche di merito al provvedimento sui rom sono fondate e legittime ma e' ridicolo tirare in ballo il fascismo cosi' come rispolverare gli slogan sul cattocomunismo', dice il portavoce Francesco Pionati. E intanto rossi e verdi dormono sonni tranquilli, siamo veramente in pericolo se l'unica opposizione decente arriva da un giornale che definire moderato pare un assioma.

mercoledì 13 agosto 2008

risonanze folk in concerto

Risonanze Folk: Folk, Rock, Musica Popolare di Puglia!
Dario Ricci, Dario Cavallo, Rocco Solito, Domenico Giovane, Nicolai Carriere, Bonni Lonoce, Giovanni Leporale, Antonio Caliandro, Domenico Nisi, Ciro Nacci,
Maurizio Lorusso.


Le Risonanze Folk, gruppo di Villa Castelli (BR), nascono nel 2004 da vari membri di noti gruppi locali. La loro passione per il folk-rock e per la musica popolare pugliese, li ha spinti dopo varie esperienze in gruppi rock, a creare questo progetto, detto appunto Risonanze Folk, che si spinge ad esplorare sonorità balcaniche, melodie irlandesi e musica popolare pugliese e in generale del sud-Italia, senza dimenticare un certo spirito rock, con strumenti "tradizionali" come l'organetto, le tammorre e la chitarra battente affiancati alle chitarre elettriche e alle tastiere. South Italy Combat Folk è stato definito il loro genere. Oltre a pezzi propri il loro repertorio spazia dai Folkabbestia ai Modena City Ramblers, da Fabrizio De Andrè a famosi pezzi folk.


Sito del gruppo

Mercoledì 13 agosto, ore 22.00 concerto in Piazza Plebiscito a Ceglie Messapica (BR): fa parte del gruppo il violinista Domenico Nisi di Ceglie Messapica.
Ahiceglie.

lunedì 11 agosto 2008

Don Gianfranco Gallone

Ho conosciuto Don Gianfranco all'epoca della cosidetta "armata brancaleone", un gruppi di amici di penna on line, organizzato analogamente alla predetta armata, che l'anno scorso si interessò alle sorti della chiesa della Madonna della Grotta, per il recupero alla comunità e il suo restauro. Egli fu franco e pieno di informazioni, nacque quel rispetto reciproco che può instaurarsi anche fra persone che non si conoscono personalmente. E' quindi con grande piacere che, utilizzo le parole di Domenico Biondi (uno dei più solerti componenti dell'armata brancaleone) per presentare l'ultima sua fatica letteraria:

"Più grande della Chiesa Madre dicevamo così quand'eravamo bambini riferendoci a cose enormi.Ed eccola com'era nel '700.

Si tratta di una ricostruzione eseguita da "Giacomo Calò Carducci e da sua moglie Dafne Ciarrocchi che si sono cimentati a riprodurre graficamente le immagini dell'antica Chiesa Madre così come la descrive l'Arciprete Lombardi."Davvero una pietra miliare nella storia di Ceglie Messapica. "Uno sguardo su Ceglie nella prima metà del '700", di Don Gianfranco Gallone. Lo trovate nelle edicole di Ceglie Messapica. Se sarete a Ceglie Messapica il 13 agosto, ci sarà la presentazione ufficiale sul Sagrato della Chiesa Madre."

sabato 9 agosto 2008

a ferragosto tutti sotto i trulli di Kean

Se non avete programmi per ferragosto tutti nelle campagne di Ceglie Messapica a disturbare la quiete del bosco del... paese perso nel nulla.
Copyright del post sottostante: diogene33

Allego il commento che il Diavoletto ha lasciato poco fa su Tribuna Libera e che ci riporta una vicenda che apparentemente dovrebbe gratificare la nostra città.

"Io non me n'ero accorto, però anche voi siete distratti. Alla fine mi hanno rivelato tutto alcuni amici di Milano. Il grande stilista Etro che pubblicizza su La Repubblica in maniera encomiabile la nostra Ceglie Messapica. Dovremmo dargli la cittadinanza onoraria quantomeno e invece..."

Domenico Biondi si riferisce a Kean Etro, un creativo rampollo della famiglia Etro, fa lo stilista, disegna giacche, camicie e pantaloni da uomo di massimo lusso e creatività. Ha rilasciato un'intervista qualche settimana da al quotidiano "La Repubblica" dove ha dichiarato di esser solito trascorrere un mesetto all'anno nella nostra città, dove possiede una costruzione "circondata da cinque trulli". Cosa c'è di strano? Bè leggete come descrive la nostra città e il nostro territorio.

"Per me il massimo del piacere è rifugiarmi a Ceglie Messapica, un paese perso nel nulla, dove vivo isolato nel mio bosco e dove, a Ferragosto, se va bene, passa una macchina."

Leggi il post del Diavoletto

Leggi L'articolo di Repubblica

Vorrei dedicare al signor Kean Etro un allegro motivetto, cantato dal grandissimo ed indimenticabile Alberto Sordi (censored), che credo possa interpretare il sentimento di riconoscenza di noi cegliesi nei suoi confronti per le lusinghiere parole pronunciate nei confronti della nostra bella città (pardon, il nostro "paese perso nel nulla", in stile cartolina anni '30).


lunedì 4 agosto 2008

insegnare

Non so se vi ricordate un fatto di cronaca apparso sui giornali qualche settimana fa. Probabile lo abbiate già cancellato dalla memoria, sempre che la vostra memoria abbia fatto lo sforzo di trattenerlo, intrappolato e confuso in mezzo ad altri mille fatti che saturano regolarmente la nostra mente, facendoci spesso esplodere in esclamazioni preoccupate tipo “oddio, non mi ricordo!”.

La notizia era quella di un “insegnate morto d’infarto mentre sgrida gli ex alunni che lo tormentano” (La Repubblica). La zona quella di Bologna.
Lo ammetto, la mia attenzione è scivolata sopra la notizia, sui caratteri più grandi del titolo come sulle decine di altre notizie che leggo quotidianamente.
Fino a quando, tornata a Carrù per il fine settimana, mia madre mi ha fatto leggere il giornale locale, Il Corriere di Carrù. Allora ho letto con più attenzione e ho guardato la foto.
E ho cominciato a ricordare…..

Ho ricordato gli anni delle scuole medie, a Carrù.
Fa un certo effetto visualizzare ricordi ed essere costretti a scriverci sotto la didascalia “25 anni fa”, ma tant’è. Alle medie di Carrù, 25 anni fa, il professor Aldo Fantino insegnava Educazione musicale.

Il professor Fantino era una di quelle figure che mio padre avrebbe definito “serie”. Papà faceva sempre una piccola, impercettibile pausa prima di pronunciare questa parola. Dietro c’era tutto un mondo. Quando papà diceva “serio” io sapevo che quello a cui stava pensando erano correttezza, dignità, rispetto. Termini un po’ obsoleti, vero? Serio, per lui, significava perbene.
Paolo Borsellino, per esempio, era la persona seria per antonomasia.

Io non lo so cosa possa portare 4 o 5 ragazzini di 14/16 anni a tormentare una persona, ad esasperarla a furia di telefonate notturne, citofoni che suonano a tutte le ore, insulti verbali e scritti sui muri. Immagino sia la solita vecchia storia del professore che sembra prenderti di mira e tu non te lo togli dalla testa che quello ce l’abbia proprio con te. Posso solo immaginarlo e quindi è probabile che stia sbagliando.

Io ho un bel ricordo del professor Fantino. Nel mio percorso di studi ho incontrato altre due o tre figure come la sua. Oh certo, quando hai 15 anni possono essere difficili da tollerare. Ma poi ci ripensi a distanza di tanti anni e ti rendi conto che sono le uniche figure che ricordi perché ti hanno insegnato, che so, l’amore per la scrittura, per la cura delle parole, per la precisione…
Inflessibili, severi, in qualche modo distaccati. Certo. Però giusti. E quello che li rende indimenticabili è rendersi conto che quando i loro allievi più lenti riuscivano a dare senso compiuto a una serie di note o di parole, loro erano davvero soddisfatti, contenti. Perché erano lì per quello e per arrivare a quel risultato erano pronti a sopportare giorni e giorni di suoni stridenti che uscivano da improbabili flauti di plastica. Non trovavano scuse alla tua disattenzione o alla tua superficialità. E quello che sembrava renderli davvero ostili era la loro passione per qualcosa che ai nostri tempi sembra essere diventato quantomeno impopolare: la disciplina.

Se sei un insegnante di questo tipo è probabile che i tuoi allievi ti giudichino severo. Ma quando saranno cresciuti è altrettanto probabile che si rendano conto che doveva esserci una grande passione, dietro a tutto quanto. La voglia di insegnare qualcosa, di trasmetterlo, di fartelo capire e dunque amare.

Sono passati tanti anni, le persone cambiano, le situazioni anche. Perfino i ricordi tendono a modificarsi assecondando dei nostri desideri. Degli anni delle medie a Carrù conservo, più o meno volutamente, pochissimi ricordi. La figura del professor Fantino è tra questi. E questo credo continuerò a conservare: il ricordo di com’è vissuto non di come è morto.
Milady

domenica 3 agosto 2008

Lo smemorato di Collegno e la sua storia non finiscono mai di intrigare gli italiani.


I protagonisti del nuovo film su "Lo smemorato di Collegno", saranno Johnnes Brandrup e Gabriella Pession, si tratta di una miniserie (in 2 puntate) che la Casanova Entertainment realizzerà per Raifiction. Ancora un film quindi dopo "Uno scandalo per bene" di Pasquale Festa Campanile con Ben Gazzarra e Giuliana De Sio. Riassumo in breve il film sulla vicenda dello smemorato iniziata a Torino e proseguita in gran parte a Collegno a partire dal 1926. In uno smemorato ricoverato al manicomio di Collegno, la famiglia Canella crede di riconoscere un congiunto, ufficiale disperso in guerra. Soprattutto la moglie ne è convinta. Una denuncia insinua che il malato sia il pregiudicato Mario Bruneri. Scandalo. Dopo due lunghi processi la sentenza: è Bruneri, non il prof. Canella. Ma la moglie non lo lascia e si trasferisce con lui in Brasile. Elegante ma senza cuore. Qua e là, specialmente nelle scene erotiche, la mano è pesante. La ricostruzione è intelligente e abile, condotta con efficace ambiguità (grazie anche a B. Gazzara). Ultimo film di P. Festa Campanile (1927-86). Il caso ispirò a Luigi Pirandello Come tu mi vuoi (1930) e fu voltato in farsa da Angelo Musco (Lo smemorato) e da Totò (Lo smemorato di Collegno). Leonardo Sciascia gli dedicò un ammirevole saggio: Il teatro della memoria (1981). Da ricordare anche l'omonimo film del 1962, interpretato da Totò. Il primo ciak del nuovo film a luglio, la regia sarà affidata a Maurizio Zaccaro.
*
Gabriella Pession e Sergio Assisi ci aiuteranno per salvare 'Madonna della Grotta'.

venerdì 11 luglio 2008

spamming

Apro l' homapage di Repubblica e leggo un articolo a proposito degli involontari strafalcioni delle cosiddette farmacie online: tutti quei siti che occupano le nostre caselle email con offerte di medicinali più o meno utili. Siti che di solito si avvalgono dell'utilizzo di traduttori simultanei con risultati spesso grotteschi. La faccenda mi incuriosisce: di solito non presto attenzione alle email che invadono la mia posta. Prima di procedere al solito "elimina tutto" decido di controllare cosa mi è stato inviato.

Dunque, vediamo...
viagra, viagra, pomate per aumentare le dimensioni del mio...
aumentare cosa?? Viagra, viagra... questo cos'è "rivelazioni sconvolgenti a proposito di sua moglie"... dal tono che usano non mi lasciano speranze: mi sa che ho sposato una zoccola!)
mmmmhhhhh, c'è della confusione intorno alla mia personcina nel cybermondo.
Del resto ho appena letto di un uomo che ha partorito una bambina: c'è confusione diffusa nel genere umano, temo.
Andiamo avanti.
La principessa Kabora mi manda i suoi affettuosi saluti, mentre il senor Espinosa si dichiara ansioso di collaborare con me offrendomi 584 euro alla settimana per attività che verranno chiarite in un secondo tempo. Potrebbe essere una buona idea: 500 e passa euro alla settimana sono una cifra di tutto rispetto. Però sembra non sia necessario che perda tempo a rispondere in quanto sono la fortunata vincitrice di una fantastica lotteria che mi permetterà di portarmi a casa 12 milioni di euro senza colpo ferire. Grazie comunque al senor Espinosa per la sua gentile offerta.
Una nota compagnia aerea mi informa che posso prenotare biglietti aerei per Londra o Barcellona a 5 euro. Vorrei rispondere per sottolineare la loro mancanza di tempestività: il biglietto per Barcellona l'ho prenotato qualche giorno fa e di euro ne ho pagati 150…
Ma tanto ho vinto 12 milioni, stai a vedere che adesso mi formalizzo di un mancato risparmio di pochi spiccioli...

Amazon mi segnala che posso comprare un libro su Jack Vettriano a soli 14 euro. Io non vorrei comprare nulla, ho il nebbioso ricordo di aver promesso di non utilizzare la carta di credito se non per spese di vitale necessità come cibo e scarpe.
Però...
Eddai qui si tratta PROPRIO di quel libro su Jack Vettriano che avrò preso in mano duemila volte rinunciando all'acquisto perché costava troppo. E ora il destino vuole che mi venga offerto a soli 14 euro invece di 52 (prezzo di vendita in qualsiasi libreria italiana). Sia mai che io mi opponga al destino, in qualunque sua forma.
Lo compro, va!
Non si può nemmeno dire che questo sia shopping: è piuttosto un concreto atto di protesta verso questo italico sistema editoriale che permette rincari del 150% sul prezzo dei libri. Una forma sottile di boicottaggio verso le case editrici, le librerie, il...
Si, vabbè, d'accordo... shopping.

La signorina Svetlana (che al momento non ricordo rientrare nel nutrito gruppo delle mie amicizie abituali) mi saluta con calore e mi fa sapere che sarebbe felice di approfondire la mia conoscenza attraverso il suo sito personale dove, con altre sue simpatiche e discinte amiche, vorrebbe rendermi partecipe di cose ai limiti della comprensione.

Il signor Kandum ha un problema e mi chiede aiuto (online si deve essere sparsa la voce del mio sconfinato buonismo...). Ha in mano, letteralmente, un consistente mucchio di danaro che non sa bene dove appoggiare: è probabile che abbia una scrivania molto piccola invasa di carte. Mi chiede quindi la cortesia di comunicargli il mio numero di carta di credito così da poter parcheggiare il denaro sul mio conto, in via provvisoria. Certo, è un bel problema, povero signor Kandum. Cosa faccio? Quasi quasi gli do il numero... però sul conto dovrebbero già esserci i 12
milioni della lotteria, non vorrei si creassero casini soprattutto per eventuali controlli fiscali. A malincuore ammetto di non potergli essere personalmente di aiuto, però mi vengono in mente un paio di persone che sarei felice di mettere in contatto col signor Kandum...
Tra l'altro conosco anche i numeri di conto... Sono tentata di far loro questa sorpresa... potrei farlo... dovrei farlo... lo faccio?
Ma no, alla fine non lo faccio. Il signor Kandum è stato gentile chiedendo di me personalmente: potrebbe offendersi se lo dirottassi su altre persone. Lascio perdere.
Certo che però... .

A conclusione di questa breve escursione nella mia casella di posta, mi ritrovo con 12 milioni di euro, tante spiritose amiche sicuramente disponibili a una bella chiacchierata tra donne, alcuni promettenti contatti di lavoro, una mezza tonnellata di Viagra che non si sa mai, e un libro su Jack Vettriano. Tutto questo spendendo solo 14 euro. Devo prestare più attenzione alle email che ricevo. Comunque ora sono miliardaria e credo non ci sarebbe proprio nulla da eccepire se ora io
uscissi e andassi a comprarmi un bel paio di Manolo Blahnik...
Milady

mercoledì 9 luglio 2008

braccia da far ritornare all'agricoltura... con urgenza!

il "nostro", come sempre, da l'impressione d'essere esperto, in realtà trattiene il fiato per evitare che gli partano i bottoni del blazer

***

Intanto ricordiamo un'altro G8...

I fatti di Genova verso la sentenza.

Requisitoria pm: "Alla Diaz fu un massacro".
Sembra di tornare agli anni di piombo.
Realacci: Genova, una ferita da rimarginare con la verità.



E’ stato un massacro”.
La requisitoria del pm Francesco Cadorna Albini sui fatti accaduti alla scuola Diaz durante il G8 di Genova è durissima. “E’ stato questo massacro – afferma dall’aula bunker del tribunale del capoluogo ligure, dove ieri aveva parlato il pm Enrico Zucca- e non certo il reato associativo contestato dalla polizia, ad accomunare le 93 vittime di questo processo, di varie nazionalità, che prima neppure si conoscevano”.

Il pm ha parlato poi dello sfondamento dei cancelli delle scuole da parte dei poliziotti, ripreso da telecamere poste sul tetto della scuola adiacente Pascoli da parte di cineoperatori che si trovavano al centro stampa. Il magistrato ha raccontato che il primo poliziotto a sfondare la porta è stato un agente del 7/O Nucleo Sperimentale di Roma riconoscibile dalla divisa blu e dalla foggia del casco. Ha proseguito poi nella sua requisitoria raccontando i pestaggi subiti dai manifestanti inermi, che si trovavano all'interno della Diaz.

Il pm Enrico Zucca, ieri, aveva contestato, citando le deposizione dei testi della difesa, che ci sia stata una sassaiola da parte degli occupanti la scuola Diaz contro alcune pattuglie della polizia. L'episodio per l'accusa è importante perché la sassaiola è stato il motivo addotto dai vertici della polizia per decidere l'irruzione nella scuola che sfociò nella “macelleria messicana” e nell'arresto di 93 manifestanti.

Cardona Albini, nella sua requisitoria sostiene anche che “non è stata ritrovata alcuna prova della presenza di armi all'interno della scuola”. Si tratta delle due bottiglie molotov ritrovate nei locali della Diaz di cui, secondo il PM, sarebbe stata accertata “la provenienza esterna”. Anche l'ipotesi difensiva di “un'origine pregressa” delle ferite riscontrate sui manifestanti verrebbe smetita dalla mole di immagini e documentazione medica prodotta dalle 98 vittime del pestaggio e sarebbe invece la prova che all'interno della scuola “non c'erano né armi, né bastoni o oggetti contundenti come quelli visti durante gli scontri con i black block”.

Concordiamo con quanto afferma Ermete Realacci del PD che ha affermato: “Quanto accaduto in quei giorni rappresenta una ferita ancora da cauterizzare nella coscienza civile del Paese”. “In particolare - aggiunge Realacci - il comportamento tenuto da alcuni esponenti delle forze dell'ordine durante l'azione alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto è stato insopportabile. E' una ferita che si può sanare solo con il pieno accertamento della verità, sia nelle aule giudiziarie, sia in altre sedi”.

Fatti del genere non fanno parte di una vera cultura democratica, sono invece comuni negli Stati governati da un Regime che giustifica tutto pur di fare pulizia dei nemici e ci riporta dritto dritto alle esperienza delle squadracce fasciste e della strategia della tensione.
(G.G)

martedì 8 luglio 2008

una mail al Presidente... ha risposto!

Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica
 Egregio signor Annicchiarico rispondo alla Sua lettera con la quale Ella richiama l'attenzione del Presidente della Repubblica sulle difficili condizioni economiche dei lavoratori precari.

Al riguardo, posso darLe assicurazione che, da parte di questo Ufficio, si è provveduto a sottoporre la Sua istanza al Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, per un approfondito esame.

Con i migliori saluti
Dr. Luigi delli Paoli

nota: come se non sapessi chi sono i ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

poi quali altri approfondimenti devono essere fatti? la legge 30 è incostituzionale perchè va contro la dignità delle persone.


Qui il testo della mia lettera:

"Articolo 36: "il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".

Leggendo la Costituzione oggi a 60 anni della sua elaborazione e promulgazione, sento che c'è una differenza enorme tra la mia generazione di 40enni e quella che allora lottava per la libertà e la dignità di tutti. Oggi non mi sento un lavoratore dignitoso e ho vergogna di dire a mia figlia che sta per nascere, che non sono stato capace di garantire i diritti minimi per cui mio padre si è battuto. Noi lavoratori precari non abbiamo nessun diritto. Mi creda non c'è nulla di peggiore per un uomo o una donna sentirsi senza diritti e solo tanti doveri. Da precario non posso parlare nè sperare nella crescita umana, economica e professionale, anzi, si può solo retrocedere. In sette anni di lavoro co.co.pro ho visto passare davanti a me i nuovi arrivati, accettare ogni sorta di condizioni economiche e di lavoro. I sindacati non ci aiutano, anzi non sono presenti tra i precari. La politica ci è ostile (la precarietà aumenta in nome della competitività del mercato e non si parla di stabilizzazione dei precari). Lei Signor Presidente che fa? Da che parte sta? Basterebbe anche solo minacciare i controlli in quelle aziende, mi creda sono tante, che usano i co.co. pro. o i detentori di false Partita Iva, in modo continuativo, come se fossero dipendenti, senza pensare di regolarizzarli. La legge 30 di fatto copre il lavoro nero, ma non risolve il problema della mancanza di regolarizzazione contributiva e dei diritti dei lavoratori. Infatti noi precari non abbiamo diritto alle ferie, alla malattia e quel che è peggio, a parlare. Possiamo essere messi da parte da un momento all'altro senza preavviso. Signor presidente Napolitano è forse vita questa?

Pietro Annicchiarico, Bologna Giugno 2008

Scrivete anche voi una lettera per al Presidente della Repubblica

Qui sotto c'è un testo che proponiamo a tutti di copiare (ed
eventualmente modificare, integrare etc.) e sottoscrivere col proprio
nome e cognome e di inviare al presidente della repubblica, attraverso
il sito della presidenza della repubblica, a questo link

https://servizi.quirinale.it/webmail/
la risposta è assicurata (sic!)

p_annicchiarico@hotmail.com________________________________________________
i miei siti:

http://caosvideo.splinder.com/

http://www.youtube.com/profile?user=caosvideofestival

http://groups.msn.com/tarantismo

...qualche tempo fa:


clicca per leggere!


© Riproduzione vietata, anche parziale, di tutto il materiale pubblicato

lolita

A 8 anni Sasha Bennington si è messa per la prima volta le unghie finte. Oggi ne ha 11 e una finta abbronzatura, pedicure, extensions ai capelli. La madre Jayne, 31 anni, al centro di molte polemiche, si difende sostenendo che "tutti i bambini sono così oggi, noi spendiamo circa 300 sterline al mese per i suoi trattamenti". La madre, in una lunga intervista apparsa sul Daily Mail, è tranquilla, perché "forse in campagna non funziona così, i bambini non devono crescere così in fretta, come nelle grandi città". Sasha è ormai un fenomeno mediatico, su internet si può leggere anche il suo curriculum: è stata nella finale di Miss British Isles, è apparsa su almeno 10 giornali inglesi e hanno girato su di lei perfino un documentario.

Quando ero piccola, un po’ di tempo fa, come tutte le bimbe, ogni tanto mi intrufolavo di nascosto in camera di mia madre per provare i suoi vestiti e le sue scarpe. Quasi mai i suoi trucchi perché mia madre non amava truccarsi e in casa di cosmetici ne giravano pochi.
Mi mettevo addosso qualche capo improbabile e mi rimiravo nello specchio grande della camera dei miei. Mi piaceva molto il cappotto di mia mamma: era semplice, lineare ma con un bel collo di pelo di volpe (succedeva prima di scoprire l’esistenza delle pellicce ecologiche e prima ancora che le pellicce ecologiche passassero di moda: come ho detto succedeva tanto tempo fa). Più di tutto mi piacevano i veli che appartenevano a mia nonna e che mia madre conservava. Erano pizzi leggerissimi che le donne anziane usavano per coprirsi il capo quando andavano in chiesa. Quando, giusto o sbagliato che fosse, condivisibile o meno, i luoghi di culto meritavano rispetto. Preistoria.
Trascorrevo un po’ di tempo ad agghindarmi per poi concludere che gli adulti erano ben strani a soffrire in quelle scarpe con il tacco alto, così scomode. E andavo a giocare con le mie bambole.
Mia madre mi metteva addosso un maglietta e una gonna o un paio di calzoncini dignitosamente malandati, perché potessi andare fuori, giocare e sporcarmi. Sporcarsi gli abiti era fondamentale, era metà del gioco stesso.
Le macchie d’erba e di terra sui vestiti, certo. Però sul viso quel colorito che ti possono dare solo il vento e il sole e non il fard.
Non c’erano “trattamenti”, allora. Nessuno dei nostri genitori si sarebbe mai sognato di spendere 700.000 lire (lire, tanto tempo fa…) in trattamenti per noi. I trattamenti erano qualcosa riservato ai bimbi malati, erano una maledizione, non una fortuna.

La bimba di queste foto è bellissima. (ndr: vai sul sito di Repubblica cliccando su Sasha...)
E’ bellissima perché ha 11 anni e ad 11 anni i bambini sono belli e basta.
C’è stato un mondo in cui si giocava con le bambole, ma erano i bambini a farlo e le bambole erano di plastica.
C’è stato un mondo in cui i genitori erano presi dal panico all’idea che i figli crescessero troppo in fretta e non gli sarebbe mai venuto in mente di accelerare i tempi della loro crescita.
Preistoria.

Io non ho figli, non lo so come si fa a far crescere i figli. Ho anche paura che non imparerò mai il confine sottilissimo tra moralismo e buon senso.
Però guardo le foto di questa bimba e mi viene un po’ di malinconia. E non riesco a capire se sia per me. O per lei. E penso che se avessi una figlia, in questo momento avrei solo voglia di abbracciarla forte.
Milady

lunedì 7 luglio 2008

qualcosa si sta sfaldando

L’Italia ha bisogno di qualcos’altro.
Berlusconi tiene duro, ma qualcosa si sta sfaldando.
Di Giovanni Gelmini
“Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e prodemente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal Governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni deviando l’attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell’azione di governo”. Con queste parole Berlusconi mostra di aver accolto, almeno in parte le tante critiche ricevute, anche dai sui alleati più fedeli, come Bossi. Il giorno dopo ritira il decreto legge sulle intercettazioni. Ma come nasce questo cambiamento di faccia? Fino a ieri la salvezza dell’Italia dipendeva dal fatto che alle “alte cariche” restasse la faccia pulita e l’intervento a Matrix del Premier era stato sbandierato. Poi qualcosa deve essere successo. --->
continua

sabato 5 luglio 2008

ricordo di Mario Rigoni Stern

Il Comune ha fatto affiggere nella mia strada, così come in numerose altre vie di Padova, grandi manifesti con una bella immagine di Mario Rigoni Stern, per onorarlo e ricordarlo. Perciò uscendo di casa in questi giorni penso ogni volta a lui e ancora stento a rendermi conto che se ne è andato, sommessamente come era nel suo stile di vita.

Egli non amava essere celebrato e quindi non aggiungerò altre parole a quelle scritte sui manifesti, che lo ricordano come «straordinario interprete dei valori di pace, democrazia, solidarietà e dell’amore per la natura». Lo scambio epistolare con Mario Rigoni Stern iniziò nel 2003, contemporaneamente all’avvio delle mie ricerche sulla storia della brigata Catanzaro nella Grande Guerra ed alla collaborazione con Cimeetrincee.

Con me Mario Rigoni Stern fu ---> continua

Tutti noi sappiamo e ricordiamo che, Mario Rigoni Stern, oltre ad essere stato uno dei più grandi ed intensi scrittori dell'Italia del dopoguerra, è stato uno dei pochi sopravvissuti alla ritirata di Russia del 1943. Nel celeberrimo romanzo "Il Sergente nella neve" descrisse sul filo della memoria le tragiche vicende di quella ritirata in tutta la loro drammaticità. Fu accusato dagli intellettuali ufficiali (Elio Vittorini) di non essere uno scrittore "nato" ma di saper solo trarre spunto dalle vicende personali, è diventato invece narratore di storie incentrate più che altro sulla natura e timbrate da quella sua personalissima patina di nostalgie depositate nella memoria. Proprio queste sono, per me, le caratteristiche di uno scrittore da amare. Le sue "Stagioni di Giacomo" sono uno dei miei libri del cuore.

giovedì 3 luglio 2008

noi "sani di mente"

"Ma anche Giannino di Purpittòn∂ con la radio accesa, sempre appresso: un precursore! Oggi girare con le cuffiette infilate nelle orecchie fa tendenza. Oppure Sepp∂ à Curèsc∂ (morto l'anno scorso) con le sue originalissime bestemmie. E Pietro Senza Nas∂? Ricordate? Suonava l'armonica. U zzì Paol∂ invece suonava la fisarmonica dietro San Rocco. Ormai dimenticati, non appartengono più al nostro immaginario. Allora i diversi facevano parte integrante di questa comunità." Questo ha scrittto Domenico Biondi sul suo blog, ed ha ragione, probabilmente stiamo tornando indietro nella considerazione dei "diversi di mente", noi che ci riteniamo sani. Io abito a Collegno dove era attivo uno dei più grandi manicomi d'Italia; durante i primi anni della mia residenza costì incontravo liberi per le strade tanti poveri uomini e donne che un tempo erano considerati pazzi e rinchiusi e che, per effetto della beneamata legge Basaglia, potevano scorazzare finalmente liberi; ebbene vi posso assicurare che molti di noi "sani di mente" avevano, ed hanno, maggiori problemi relazionali di coloro che erano stati considerati degni di essere rinchiusi in manicomio. I nostri amici cegliesi "particolari" beneficiavano, ai tempi ricordati da Domenico, di una particolare "legge Basaglia" quella della tolleranza di una comunità paesana tutto sommato piccola. Certo c'erano i maleducati che li prendevano in giro ma credo che erano di più quelli che ci scherzavano con rispetto umano ed amicizia. Allora ripeto infatti io ripeto ai "compaesani" collegnesi e ai torinesi tutti: ANDATE A VEDERE LE FOTO DI RENZO MIGLIO! (cfr. invito in alto a sinistra)

mercoledì 2 luglio 2008

and when the saints...

Si sacrifica per noi. Lo deve fare alla sua veneranda età, perché ci ama e si preoccupa per noi.

Sa che siamo in grande difficoltà: il petrolio ci sta sconfiggendo, ha messo in crisi il paese che è nostro riferimento: gli USA, il nostro salvatore. quello che, quando c’è una giovane fanciulla rapita, fa partire il 7° cavalleggeri e ... parappapa... la fanciulla è liberata, quello che ha così a cuore l’uomo, che se qualcuno fa cose gravi lo toglie dalla vita, per evitare che faccia altro male, quello che dice che tutti possono avere armi per difendersi, perché la difesa (e la giustizia?) è tradizionalmente un fatto personale.

I prezzi delle materie prime stanno impazzendo, per primo quello del il petrolio, ma dietro ad esso anche quelli di soia e mais stanno volando, per non parlare del frumento e così tutte le altre materie prime (anche l’uranio?). Così noi, che ci siamo abituati bene a sprecare, ci troviamo in difficoltà.
Sembra che la domanda stia calando --->
continua

martedì 1 luglio 2008

Pietro Annicchiarico - un sogno lungo un corto



Un sogno lungo un corto

Cortometraggio realizzato nell'ambito del laboratorio cinematografico "Dal soggetto allo schermo" condotto da Pietro Annicchiarico all'interno del progetto "Racconti di vita" promosso dall'Amministrazione Provinciale di Taranto/Assessorato alle Politiche Giovanili in collaborazione con il C.R.E.S.T. tenutosi a Taranto dal 7 al 18 Giugno 2005 presso il Liceo Musicale Paisiello.

Scritto e diretto da Pietro Annicchiarico

Riprese e montaggio di Giovanni Blasi

recensione:

UN SOGNO LUNGO QUANTO UN CORTO

Annotazioni impreparate
di Ignazia Di Liberto

Perché evocare Chagall all'inizio di un sogno-corto?
E' una chiave che apre un mondo dove donne volteggiano in aria appena un poco sorrette da uomini sorridenti?
E' "l'anima belante" che invoca dal Pastore la visionaria "coppia-madre" che ogni bimbo-ragazzo di questo mondo agogna per sé?
E' il cercatore d'oro, il regista del pennello che tenta un fermo immagine del"Convito" ideale della vita?
La nostra mensa non è più "convito" e non è mai stata "Cenacolo". Siamo un po' tutti come ragazzi a un bancone, forse a chiedere un latte macchiato - sempre macchiato! - a una barista che non si mescola mai a noi e ci dà da bere e mangiare sbrigativamente, con la consueta indifferenza. Per poi rincorrerci perfidamente se osiamo rubare un accendino che ci faccia luce nella fuga verso il sogno. Ma quanto è fiacca allora la sua corsa! E quanto veloce il nostro scatto! E il sogno, col suo simbolismo inconscio, con le sue adorazioni e feticismi, ci mostra una tavola apparecchiata, dove non siamo più avventori, sospinti dalla ventura, in cerca disperata di avventura, ma commensali ad una mensa leonardescamente ripresa dal sognatore, un Cenacolo laico e divertito, a tratti irriverente, se un piede con calzino ne cerca e accarezza uno fasciato di calza, se il sognatore la percorre come un tunnel, scoprendo i suoi protagonisti e i loro desideri non dai visi ma dai piedi.
I piedi possono essere più nudi e sinceri dei visi, possono comunicare meglio di ogni altra parte del corpo con la realtà, perché sono piantati per terra, possono dirci, con il loro scorrere ossessivo come un bisogno, come innumeri passi incompiuti del viaggiatore, quanto cammino ancora ci separi da una mensa di veri amici, dove il pasto è una gioia pensosa, responsabile, festosa.
Tanto lontani, se un regista coraggioso e inconsueto tenta di svegliarci e carpire il sogno per svelarcelo sul quadro scorrevole dei fotogrammi, se siamo costretti a cedere il nostro accendino all'uomo oltre la rete del sogno, chiedendoci se sarà in grado di capire.
E il linguaggio di un corto lungo quanto un sogno non può che essere ermetico, misterioso, allucinato come i sogni, e le immagini, i suoni, i rumori in rottura polemica con la logica diurna.
E gli interpreti?
Gli uomini, le donne, i ragazzi del nostro quotidiano, assurti a bravi attori delle speranze oniriche affidate alla notte.


info:
p_annicchiarico@hotmail.com
http://groups.msn.com/tarantismo
tarantismo@groups.msn.com

lunedì 30 giugno 2008