mercoledì 24 giugno 2009

hacker a Ceglie

"tutto quello che trovate all'interno di questo sito è il frutto di un latrocinio fatto nei confronti della popolazione cegliese" (?!)
Questo si legge sulla home page e su alcune pagine interne del sito: http://www.cea-ceglie.org/sito/index.html.
Secondo me il sito ha bisogno di una urgente "manutenzione". Le annotazioni risalgono, apparentemente, al 15 giugno 2009: qualcuno ne sa di più?

venerdì 19 giugno 2009

il grillaio

La Murgia, una delle aree carsiche più importanti d’Italia, rappresenta l'ambiente ideale per gli specialisti delle steppe, il Grillaio che trova nei grilli e nelle cavallette le sue prede ideali e nei centri storici delle città della Murgia luoghi sicuri per realizzare i suoi nidi, creando un connubio tra natura e architettura quasi unico al mondo. Questa specie giunge ogni anno dal continente africano in Puglia per riprodursi. Quella delle Murge è la più importante delle popolazioni mondiali di questa specie, attualmente individuata come minacciata a livello globale. La causa più importante di questa minacca è la distruzione degli habitat naturali in cui il Grillaio vive e trova nutrimento, attraverso la dannosa e improduttiva pratica dello spietramento.


Cliccando sul seguente indirizzo http://falchi.altramurgia.it/ potrete far conoscenza con un Grillaio in diretta con un nido posto sul tetto del Liceo Cagnazzi di Altamura.

martedì 16 giugno 2009

a Pietro Santo

"Anche io, trovandomi a passare per quelle strade, come fossi un forestiero, mi sono sentito costretto a guardare come accade quando incontri una bellissima persona. Tu rimani fisso e perso in quello sguardo e non sai, anzi ti chiedi se non sei importuno."

Sono importuno, Pietro, se ti chiedo dove sei?

mercoledì 10 giugno 2009

referendum

sino
nosi
soni
niso
è una porcata,
tale resterà!
sino
nosi
soni
niso
raccolto pentito,
ho sentito?
sino
nosi
soni
niso
partecipo partecipe
o schino la scheda?
sino
nosi
soni
niso

giovedì 21 maggio 2009

Un po' di luce

Omaggio alle voci, quelle dei nostri genitori e dei nostri nonni, che hanno cercato di trasmetterci le loro drammatiche esperienze del dopoguerra nel Mezzogiorno, ma che hanno trovato solo interlocutori sordi e distratti.

Pietro Annicchiarico

Il film documentario “Un po’ di luce” di Pietro Annicchiarico, prodotto dall’”I.I.S Don Milani- Pertini”, dall’Associazione “La Banna” e finanziato dall’Assessorato alla P.I. della Provincia di Taranto, ci porta a compiere un salto in un passato recente ma inimmaginabile oggi nel 2009. Gli anni tra il 1950 e il 1960 a Grottaglie in provincia di Taranto, sono stati tempi in cui non c’erano le fognature e niente era scontato, nemmeno che il pane fosse presente in ogni casa.

Intanto il patriarcato conservava la sua tradizione millenaria e solo a partire dal1968 gli studenti, gli operai e le femministe, con una durissima lotta, riuscirono a spazzarlo via, mettendo in discussione finalmente l’autoritarismo.

I padri, allora, imperavano con le maniere forti sulla testa dei figli. Nascere poveri contadini non aiutava a sognare un futuro diverso da quello per cui si era stati programmati. I pochi sognatori che osavano cambiare le proprie sorti, anche se autorizzati dai genitori, dovevano combattere i pregiudizi e le ostilità di chi proprio non voleva che “anche il contadino avesse il figlio dottore”.

Le differenze sociali ed economiche erano evidenti e accettate come fatto naturale proprio nel luogo dove, in teoria, si dovevano far sviluppare le coscienze civiche: la scuola. Quest’ultima era usata dalla classe politica e intellettuale, per replicare le discriminazioni già presenti nella società, che vedeva nettamente distinti i percorsi di emancipazione pensati per figli dei professionisti o comunque di chi aveva uno stipendio statale, con quelli di pura sussistenza riservati ai poveri, figli di contadini e operai a cui non era consigliato proseguire gli studi.

La nascita del sindacato e la forte spinta del movimento contadino e proletario permise ai braccianti grottagliesi e di tutto il meridione, di raggiungere una chiara consapevolezza dei propri diritti fondamentali: il diritto alla pensione, a un orario di lavoro umano e, non ultimo a un salario dignitoso.

Nel film non mancano momenti di riflessione sulla pervasività del bigottismo sessuale, che imponeva distanze prossemiche per niente intime ai fidanzati e un iper-controllo genitoriale che sfiorava l’ossessione paranoica.

Né mancano gli accenni a fatti storici che hanno rivelato una eccezionale religiosità popolare, sfociata in una rivolta nel 1961, allorquando le alte cariche ecclesiastiche decisero di cambiare il luogo di deposito della statua di San Ciro, il santo patrono di Grottaglie. Per riparare al danno si dovette cedere a una processione penitenziale, che vide protagonista di una brutta avventura il senatore Gaspare Pignatelli.

Il film si conclude con il doppio sogno, quello abortito dei pochi goliardi universitari grottagliesi ,che dovettero indebitarsi per aver organizzato una festa danzante andata male e quello semplice e immediato delle giovani contadine, che al riparo dalle cattive condizioni atmosferiche, che non permettevano di proseguire il lavoro, danzavano al suono del vecchio grammofono a manovella. A pioggia cessata, ci dirà nel documentario una testimone del tempo, alle contadine toccava fare ritorno dalla campagna alle proprie case, rigorosamente a piedi.

mercoledì 29 aprile 2009

cand...eggiato


mi candiderei volentieri, purtroppo puzzo un po', solo un po', ma quello che mi manca di più è l'abito

lunedì 30 marzo 2009

Lo Smemorato di Collegno

Ieri e oggi su Rai Uno.
Ispirato ad un caso di cronaca che animo l’Italia degli Anni Venti, arriverà nella prossima stagione su RaiUno Lo Smemorato di Collegno, fiction prodotta dalla Casanova Entertainment di Luca Barbareschi, con la regia di Maurizio Zaccaro. Tra gli interpreti Johannes Brandup, Lucrezia Lante della Rovere e Gabriella Pession.

Per i più giovani Lo Smemorato di Collegno farà venire più facilmente in mente un film di Totò, anch’esso ispirato al ritrovamento di un uomo senza memoria conteso da due donne, che lo rivendicavano per marito. Il caso dello smemorato senza identità, o con troppe vite, scosse l’Italia fascista diventando uno dei primi gialli alimentati dalla stampa e dalla curiosità degli italiani, divisi tra coloro che lo ritenevano Mario Bruneri, truffatore con copertura da tipografo, e chi era pronto a giurare che fosse Giulio Canella, professore padovano di cui non si avevano più notizie dalla Prima Guerra Mondiale. Al centro della vicenda soprattutto due donne, Giulia Canella e Rosa Bruneri, entrambe convinte che dietro quell’uomo mentalmente confuso si ‘nascondesse’ il proprio marito. Proprio su di loro si concentra la prima trasposizione fictional del giallo di Collegno, Gabriella Pession interpreta Giulia Canella, donna di rango che pare si innamorò di quell’uomo sconosciuto al punto di giurare in tribunale che si trattasse del marito disperso in guerra. A Lucrezia Lante della Rovere, invece, il compito di impersonare Rosa Bruneri, moglie di quello che oggi si definirebbe un pregiudicato, di umili origini e con l’unico desiderio di veder riconosciuti i propri diritti di moglie abbandonata. Nel ruolo dello smemorato Johannes Brandup (già visto in San Pietro, I Figli Strappati e Mafalda di Savoia). Per la cronaca il tribunale, incaricato di ridare un’identità all’uomo senza memoria, riconobbe in lui il pregiudicato Bruneri, ma gli concesse la grazia per i reati di cui ritenuto colpevole prima dell’amnesia. Ma la storia si concluse con un colpo di scena: l’uomo si trasferì in Brasile con la signora Canella, dalla quale ebbe due figli. Il mistero della sua vera identità non fu mai del tutto sciolto e in questa marca da ‘legal thriller’ il regista Zaccaro individua la forza di questa storia, che mescola mistero, amore, intrighi, menzogne, un un doppio livello di realità che ispirò anche Luigi Pirandello per Come tu mi vuoi. Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: speriamo solo che lo stile fictional italiano non finisca per banalizzare una storia densa e intrigante come quella dello Smemorato. Persino un film leggero (ma ben costruito) come quello interpretato da Totò nel 1962 (con la regia di Sergio Corbucci) riuscì a restituire la complessità della vicenda. Speriamo che non si perda tra primi piani inespressivi e dialoghi artificiosi.
°°°album fotografico dello smemorato di Collegno°°° (clicca)

lunedì 2 marzo 2009

qualcosa di sinistra

Finalmente qualcosa... di sinistra, almeno nelle intenzioni di Franceschini, cioè dalla parte di chi più soffre per la crisi, assegno di disoccupazione con la copertura assicurata dal recupero delle tasse evase; è anche buon segnale che Berlusconi e Casini siano contrari, basta rincorrere la destra!

lunedì 23 febbraio 2009

l'eclisse della democrazia

Eclissi e democrazia
oppure
L'eclisse della democrazia


Cosa c'entra "Eclissi" con le riflessioni sulla democrazia? La vostra obiezione è legittima e, se mai ci sarà una presentazione pubblica del nostro libro, sarà il filo conduttore di una interessante discussione. Voglio solo anticipare che le mie, attuali, riflessioni sulla situazione della democrazia nel nostro paese si sono naturalmente incrociate con le vicissitudini di un autore in cerca di editore. Se tu vai in libreria non trovi mai un libro di un "illustre" sconosciuto, ma trovi ogni giorno da leggere scritti di "illustri" già fatti diventare noti attraverso i soliti collaudati percorsi mediatici. Come le finte primarie che ormai si celebrano anche per designare i rappresentanti dei genitori negli ormai inutili consigli scolastici o negli esautorati consigli circoscrizionali. Devi essere già noto per entrare nelle liste bloccate e, naturalmente, tale notorietà non nasce dalla originalità delle tue proposte, ma dalla capacità di sostenere e fare proseliti alla causa ed alle idee emanate dal o dai "dirigenti". Torno al "nostro" Eclissi per dirne tutto il bene possibile che ne hanno detto lettori attenti e sicuramente esenti da piaggeria o da gratuita compiacenza. Mi chiedo, allora, se tutti i testi che si presentano quotidianamente nelle famosissime librerie sono scelti da anonimi comitati di lettura. Mi chiedo anche se la delega delle primarie e delle successive elezioni non sia onnicomprensiva, del genere "uno su mille ce la fa" a portare a casa uno stipendio più corposo, un alloggio più lussuoso, un'auto più potente, una migliore sistemazione per i figli, un libro ogni sei mesi in libreria....ecc. ecc. ecc.. Forse è questa la "vera democrazia" rappresentativa: tu dai il voto e vieni rappresentato in tutto, anche il popolo ha "una" auto di lusso, ha "una" casa di lusso, ha "un" figlio sistemato.......Evviva i blog! Non vengano a piangere per il bavaglio all'informazione, dopo che hanno fatto dell'autocensura e del "caffè" alla velina la loro dieta quotidiana. Stranamente anche gli editori fingono di essere indignati: sanno che la disaffezione alla lettura è il sintomo di una ribellione all'alimentazione forzata che l'editoria di regime ha voluto imporre al popolo dei "lettori"-consumatori. La discussione è aperta...

Pietro Palmisano

mercoledì 18 febbraio 2009

passin passetto

Ceglie Messapica: Chiesa della Madonna della Grotta. Località - Madonna della Grotta, strada vicinale Ceglie-Francavilla Fontana, Chiesa della Madonna della Grotta, nella masseria omonima.
Questa cripta si trova al di sotto della trecentesca chiesa omonima, attualmente degradata ed adibita a ricovero per animali; la cripta presenta sulle pareti tracce di affreschi.
Cronologia: ante XIV secolo.
Bibliografia: A. Chionna, Gli insediamenti rupestri della provincia di Brindisi, Fasano 2001, pp. 36-37.
Clicca sulla foto per leggere l'articolo. Grazie a Domenico Biondi per il file. E per un promemoria: clicca!

martedì 27 gennaio 2009

oggi

a volte le parole pesano così tanto che solo la riduzione del loro numero può produrre una minima sopportabilità di quel peso; ho, ieri, evocato a modo mio questo giorno perchè ieri come oggi e come domani e tutti i giorni che seguiranno sono e saranno per me un giorno della memoria, con nessuno che me lo ricordi... ed è un bell'impegno per me che ho scelto d'essere smemorato

giovedì 15 gennaio 2009

razze?

Ho appena finito di leggere un bel libricino, il titolo è "Sono razzista ma sto cercando di smettere" è molto istruttivo, intanto mi ha convinto che anch'io sono razzista e sto cercando di smettere.
***
Niente razze, ma molto razzismo. Nonostante studi approfonditi abbiano dimostrato da tempo che di razze umane ce n’è una sola, certi sentimenti non smettono di circolare. Siamo tutti parenti, discendenti dagli stessi antenati africani che hanno colonizzato in poche migliaia di anni tutto il pianeta. Niente razze, ma molte differenze, scritte un po’ nel nostro DNA. E moltissimo nella nostra cultura, nei tanti luoghi comuni dove andiamo a inciampare ogni giorno, nei pregiudizi che ci guidano attraverso le piccole e grandi vicende della vita e che ci portano a subire, dire, fare o semplicemente pensare cose razziste.
***
Un problema che si trascina da mezzo secolo
Palestina: “Piombo Fuso” per finire e per iniziare
Cerchiamo di leggere cosa appare, alla luce della storia degli ultimi decenni, nell'azione sanguinosa degli israeliani nella striscia di Gaza e vediamo che non era imprevedibile. Ora tocca ad Obama districare la vicenda. (cliccare per leggere)

mercoledì 14 gennaio 2009

la bolletta del gas

Previsioni del tempo: il prossimo anno conservate il gas prodotto con la digestione del pranzo di Natale, servirà a far fronte alla prossima pantomima fra l'amico Putin e l'ucraino di turno.
***
La Russia e l'Ucraina non possono più nascondersi dietro "ragioni tecniche" per la mancata consegna del gas all'Unione europea. E' quanto ha sottolineato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, citando la presenza sul posto degli osservatori Ue. "Fino ad ora si potevano addurre delle ragioni tecniche, ma ora la situazione non lo rende più possibile. C'è un sistema in vigore e sarà chiaro se c'è la volontà politica o meno di rispettare gli impegni" con l'Ue, ha detto Barroso nella conferenza stampa al Parlamento europeo di Strasburgo dopo la presentazione del premier Mirek Topolanek sulla presidenza ceca dell'Ue.
"Hanno ancora la possibilità di dimostrarsi partner affidabili dell'Ue", ha aggiunto Barroso, ricordando che a settembre i Ventisette hanno promesso all'Ucraina un accordo di associazione privilegiata, mentre con la Russia sono stati riavviati i negoziati di partenariato strategico. "Vogliamo avere buoni rapporti con questi Paesi, ma c'è un dato di fatto obiettivo", ha osservato Barroso, riferendosi "al mancato rispetto dei contratti che hanno siglato con alcuni dei nostri Stati membri".

giovedì 8 gennaio 2009

biglietto da visita per Obama

Credo che il cambio della guardia alla Casa Bianca abbia a che fare con quanto accade in questi giorni nella "Striscia di Gaza": Hamas e Israele stanno presentando al nuovo "gestore" una "situazione calda" per cogliere qualche frutto politico. La speranza è che Egli riesca a convincere entrambe le parti che, occorre un accordo vero, per una civile vicinanza, ognuno nel proprio territorio, altrimenti, al massimo, la cenere coprirà un fuoco che continuerà a ravvivarsi ad ogni stormire della situazione internazionale.

giovedì 1 gennaio 2009

auguri!

sulla mia libreria, ci sono nu panarieddh e nu canishtruddh fatti, a mano, da mio padre, per i miei figli, con rametti d'albero flessibili trovati in un parco di Torino, la memoria resiste: fino a quando?

venerdì 19 dicembre 2008

marcia indietro

“Signor barbiere, o chiunque voi siate, siavi noto che io esercito la vostra medesima professione; che corrono da oltre venti anni da che vi sono matricolato, e che conosco uno per uno gl'istrumenti tutti della barbieria. Oltre a ciò fui soldato nella mia prima età, e so molto bene che cosa sia elmo, morione, celata con buffa ed ogni altro arnese della milizia, e intendo di sapere dar conto dei diversi generi di armature e di armi, e dico (salvo però un miglior parere, e rimettendomi sempre al più sano giudizio) che questo mobile ora tenuto da cotesto buon signore, non solo non è bacino da barbiere, ma tanto è lontano dall'esserlo, quanto il bianco dal nero, e dalla verità la menzogna: sostengo però che quantunque questo sia un elmo, non è un elmo intiero. - E così è per lo appunto, disse don Chisciotte, perché gli manca la metà, ch'è il mento. - E così è,- soggiunse il curato indovinando già le intenzioni del suo amico barbiere.” Sembra cadere a fagiolo questa citazione di Cervantes tratta dal celeberrimo Don Chisciotte della Mancia: questo frammento rende l’idea che, da tempo, vado maturando sul nostro prode cavaliere, ultimamente prodigo di ciò che, insieme al gioco delle tre carte, è uno dei segni particolari della sua carta d’identità: la marcia indietro.

martedì 16 dicembre 2008

un amico (potrei essere tranquillamente io stesso) mi scrive:

Caro Mino,
oggi Veltroni s'interroga che forse la grande astensione abruzzese debba essere interpretata come critica nei suoi confronti: ma se è stato proprio Lui a produrre questi effetti perversi da LEGGE ACERBO, nel momento in cui propose al cavaliere il patto di correre da soli senza il fastidio di alleati fastidiosi! Voleva sbarazzarsi degli alleati rissosi era nelle opzioni delle sue scelte politiche, ma allora appena costituito il PD con le primarie farsa, avrebbe dovuto avere il coraggio di aprire Lui la crisi di governo e scegliere una linea di autonomia rispetto agli alleati inaffidabili, senza dar luogo ad un balletto di dorotea memoria col risultato di aver servito su di un piatto d'argento al cavaliere i termini appropriati per instaurare una repubblica PIDUISTA. Già, voleva sbarazzarsi dialleati inaffidabili e rissosi, ma perchè nel PD ora si può ragionevolmente sostenere che abbia una linea univoca? E poi cos'è quest'elemosinare dialogo, quando in realtà vuol solo essere riconosciuto come puntello della politica berlusconiana, vedi età pensionabile delle donne o la riforma della giustizia, peggio poi gli incentivi all'industria dell'auto, dimenticando che il rilancio di tale industria veniva celebrato un anno fa come nuovo miracolo italiano con la produzione POLACCA e stipendi da € 370/mensili. Finchè il PD e la sinistra non si renderà conto che la crisi attuale è figlia degenere della delocalizzazione industriale che ha prodotto miseria sia in occidente che nei paesi destinatari della delocalizzazione, non andrà da nessuna parte, magari come ulteriore frutto avvelenato potrà ingrossare le fila della LEGA e del crescente razzismo. Non so quanto di questo tipo di analisi è diffuso tra gli astenzionisti, temo ancora poco; tanto è vero che si continua a blaterare sulla riscoperta dei vecchi valori di classe o peggio si rincorre il fumoso sogno della rivoluzione. Sono convinto che finchè non si avrà il coraggio e la determinazione di inboccare una coerente politica riformista di tradizione SOCIALDEMOCRATICA all'altezza della situazione attuale, liberata dai fumosi conati di Economia Sociale di Mercato di democristiana memoria, temo che il PD e con esso l'intera Sinistra scaveranno la propria fossa dell'oblio politico aprendo la strada ad una nuova stagione di restaurazione Fascistizzante.

beppe

p.s.: e cci sap'e come ve spicc'e.

lunedì 15 dicembre 2008

chi non ha peccato tiri una scarpa, anzi due...

Vedere quel giornalista alzarsi di scatto e tirare a George dabliù le sue due scarpe mi ha fatto sorridere non tanto sommessamente.

Lo ha mancato, di poco; peccato!

Il gesto conta: una rabbia impotente, non dominata ma civile che esplode quasi come una bomba, una bomba mediatica. Non farà morti, passerà alla storia: un gesto emblematico, di chiusura di una pessima presidenza. Quelle due scarpe valgono quanto una cocente sconfitta.

la ninfea

La ninfea

E’ rosa
Come l’alba,
di notte chiude i suoi grandi petali per riposarsi,
di mattina li apre,
e il suo grande fiore si riflette
nell’acqua della palude
come in uno specchio:
è la ninfea.
Galleggia
Come una barchetta,
naviga fino ad arrivare
su una sponda
e poi si ferma.

(Giulia Nigro)

martedì 9 dicembre 2008

zapping

Capita in una serata di sabato, dopo una giornata di scazzi vari, di guardare disarmati la TV, le difese abbassate, la coscienza liquida. Le sequenze rievocative di una strage, tutta torinese, vecchia di un anno, vecchia ma gravida di simboli che, un anno (appunto) di savraesposizione mediatica, le hanno addossato a strati sempre più spessi e scarsamente elaborabili. In sequenza di zapping ti capita, la strage di Erba e il suo riepilogo, in una trasmissione priva di pietà umana, oggettiva nella rappresentazione dell'orrore. L'orrore si fissa nel cervello rendendolo incapace di distinguere fra gli esiti delle due stragi, fra i due tipi di ferocia, il primo freddo, calcolatore, il secondo inspiegabile, assurdo. Vai a dormire pieno di nuovi dubbi sulla società umana in cui vivi e ti muovi ogni giorno avendo cura, quale tua primaria attività, d'occuparti dell'educazione dei tuoi figli. Come si fa a trasmettergli serenità in queste condizioni?